“Anime galleggianti” verso il romanzo ipermoderno

Anime galleggianti romanzo ipermoderno

“Non ci sono più i CCCP” cantava Vasco Brondi ne La gigantesca scritta Coop (Le luci della centrale elettrica, 2007). Forse proprio per questa ragione Massimo Zamboni, storico chitarrista dei CCCP (e poi dei CSI), stringe amicizia con il cantautore ferrarese: per proporgli un assurdo journey fluviale che si risolva in un romanzo, che sintetizzi le poetiche di due tra i progetti musicali emiliani più conosciuti. Così nasce Anime galleggianti Dalla pianura al mare tagliando per i campi (La Nave di Teseo, 2016) e traghetta i nostri due poeti maledetti verso l’imbuto strozzato che è il genere del romanzo ipermoderno (e la foce del Po).

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Dentro la macchina infernale di Dunkirk

Christopher Nolan è un cine-tecnocrate smaliziato, non lo ha mai nascosto, in nessuna delle sue opere. Forse è uno sforzo frustrato quello di coloro che vanno a caccia di una morale nella sua poetica. Tuttavia, difficile eludere la tentazione di una lettura più umanizzante di un colossal come Dunkirk (id., 2017). Film in cui il registra opera una scelta sfacciata nel piazzare i suoi mirabolanti artifici dentro la macchina infernale di una guerra realmente combattuta, una cicatrice indelebile nella storia mondiale del Novecento.

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“Mai. Raramente. A volte. Sempre” è un film necessario

Mai raramente a volte sempre

“Mai. Raramente. A volte. Sempre” ripete con dolcezza la voce di un’assistente sociale in un consultorio di New York. Sono le opzioni di Autumn, la diciassettenne protagonista, mentre viene torchiata con domande sulla sua vita privata per ottenere un aborto. La scena in questione è la più intensa e dilatata di tutto il lungometraggio, con un primo piano insistito sul volto della ragazza, su cui la regista ricama silenzi molto più eloquenti delle schematiche risposte che avrebbe a disposizione. Mai raramente a volte sempre (2020) è l’ultima creatura di Eliza Hittman, il cui nome compare tra i registi della serie Tredici (2017-2020) uscita su Netflix. Il film partecipa al Sundance Film Festival e successivamente è insignito dell’Orso d’Argento al Festival di Berlino dell’anno corrente. La regista resta fedele alla scelta dei temi che l’hanno resa celebre, ovvero i drammi dell’adolescenza. Ci troviamo di fronte ad un film necessario.

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Spazi per godere. Il pensiero politico di Cosmo

Era il 2 febbraio 2019 e, poco meno di un anno dopo, il mondo degli eventi live, del clubbing e della musica tout court avrebbe subito il duro colpo della pandemia mondiale di Covid-19. Tuttavia quella notte, al Forum d’Assago di Milano, ha avuto luogo una festa grandiosa, riuscita e ragionata. Ideata e interpretata dal musicista e cantante Cosmo (al secolo Marco Jacopo Bianchi, oriundo eporediese), la serata chiudeva il tour Cosmotronic, uno dei momenti più alti e partecipati della carriera dell’artista piemontese. Cosa significa “spazi per godere”? Tra le righe – ma non troppo – del suo show, Cosmo ci lascia leggere il suo pensiero politico.

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LIBERATO e il dialetto napoletano. Note di poetica

Racchiudendo in una ingombrante parentesi la quaestio circa l’identità dell’artista noto come LIBERATO, ciò che di lui/lei invece ci arriva nelle orecchie e nel petto in maniera irresistibile sono sonorità e testi, i cui tratti inediti sono talmente ben limati da passare quasi inosservati. Per le sue basi tra il neomelodico e la trap, LIBERATO sceglie il dialetto napoletano. Un codice stratificato: espressività di grande impatto, versi melodici orecchiabilissimi ma anche tanta storia della lingua e del canto.

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