floating points orchestra macchine

Crush di Floating Points, Un’orchestra di macchine

La carriera di Sam Shepherd, in arte Floating Points, dopo dieci anni dalla pubblicazione dei suoi primi EP, trova con ‘Crush‘ (Pluto/Ninja Tune, 2019) il culmine di un percorso fatto di esplorazioni sonore osservate al microscopio. Chimico di mestiere, Floating Points adatta le analisi di laboratorio alla vivisezione delle sua orchestra di macchine.

Ciò a cui si assiste in ‘Crush’ è una composizione per archi e macchine, che non può non rimandare immediatamente alla solennità delle scritture per musica da camera. ‘Requiem for CS70 and strings’ mescola sapientemente le sonorità degli strumenti a corda con la potenza espressiva dello Yamaha CS70, ovvero un mostro analogico di sintesi riconosciuto come un gioiello tecnologico.

Come un futuristico direttore d’orchestra di macchine, Floating Points ci trascina nel suo mondo interiore attraverso tracce profondamente commoventi. Si passa dalle incalzanti operazioni di breack_beat ‘Last Bloom’ e ‘Les Alpx’ alle melodie sospese di ‘Birth’ e ‘Sea-Watch’. Il tutto brillantemente amalgamato da un’estetica sonora superfluida, costituita da suoni bagnati, composti di colla allo stato liquido.

Shepherd conquista la sua opera magna e si aggiudica di diritto un posto nella storia della musica. ‘Crush’ può essere visto come una sorta di testamento, se non un epitaffio, della musica elettronica analogica. La quale è da questo momento consacrata nella sua immortalità, come una delle più alte forme espressive che l’essere umano abbia mai concepito.



Fonti e materiali

Floating Points – Crush (Crack Magazine)

>>> Club to Club 2019 – Europa, La luce al buio e tanto crack (Cicles Magazine)