Nella biblioteca proibita di Jacques Bergier

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Alla ricerca del Realismo Magico nei manoscritti impolverati di Jacques Bergier, l’amante dell’insolito e scriba dei miracoli

Daniele Mussa

“Mi piace moltissimo l’espressione manoscritto maledetto, e sono convinto che ne vengano distrutti anche ai giorni nostri, soprattutto nel campo di cui si occupa questo libro, molti più di quanti se ne immagini.” 

Jacques Bergier, I libri maledetti

La vita di Jacques Bergier (1912-1978) sembra essere uscita da un romanzo di spionaggio di Ian Fleming o da un racconto dell’orrore di Lovecraft, eppure le vicende di quest’uomo sono tanto bizzarre quanto reali e documentate. Yakov Mikhailovich Berger nacque a Odessa nel 1912 in una famiglia ebraica che influenzò profondamente le vicende dell’Europa del Novecento: parente di un importante rabbino, cugino del fisico nucleare George Gamow1 nonché, secondo quanto riportato dallo stesso Bergier nell’autobiografico Je ne suis pas une légende (1977), parente di un fuciliere della squadra di esecuzione che giustiziò lo Zar Nicola II nel corso della rivoluzione bolscevica del 1917.

Di giorno ricercatore… di notte spia

Religione, fisica e politica contemporanea: questi tre elementi rappresentano in sintesi la poliedrica formazione del Bergier ingegnere, chimico, alchimista, scrittore e spia.
L’eccentrico ucraino acquisì queste competenze viaggiando per la flagellata Europa della Seconda guerra dei Trent’anni (1914-1945)2 fuggendo dapprima dalla distopica Unione Sovietica, dopo aver studiato a lungo la Cabala e il Talmud, probabilmente l’origine del percorso iniziatico dell’autore, per poi studiare la chimica e la fisica prima nell’esoterica Parigi e, successivamente, a Lione.
Sono anni di importanti rivoluzioni scientifiche e lo stesso Bergier prese parte a fondamentali scoperte nel campo della fisica nucleare con l’invenzione dell’acqua pesante [ndr, D2O (o 2H2O)] e la sintesi di uno dei primi elementi radioattivi naturali, il polonio (1936), insieme allo scienziato André Helbronner.
Con il deflagrare della Seconda Guerra Mondiale e l’invasione della Francia da parte del Terzo Reich Bergier divenne una spia, lavorando per il network segreto Réseau Marco-Polo di Lione, segretamente affiliato alla resistenza portata avanti dal Generale Charles DeGaulle da Londra.
Le appassionanti avventure del Bergier spia si interruppero bruscamente nel 1943 quando la Gestapo scoprì le macchinazioni sovversive che avvenivano nell’underworld francese: in quanto sovversivo venne deportato e passò i successivi due anni dapprima nel campo di tortura di Neue Bremm, a Sarrebruck, per poi essere trasferito nel campo di sterminio di Mauthausen, Polonia.
Lo scienziato-spia sopravvisse agli stenti e alle drammatiche vicende che seguirono il crollo della Germania nazionalsocialista e ritornò vittorioso ma consumato (giunse a pesare 35 chili) a Parigi, dove ottenne un ruolo fondamentale nello spionaggio francese nel quadro degli equilibri internazionali della Guerra Fredda (1945-1989).
Ed è proprio a partire dalla contrapposizione USA-URSS che Jaques Bergier iniziò la sua lunga e intrigante carriera da scrittore nella corrente letteraria del realismo magico: con Il Mattino dei Maghi (1960), probabilmente l’opera più curiosa dell’autore, scritta a quattro mani con il controverso giornalista francese Louis Pauwels (1920-1997), l’inedito Agents secrets contre armes secrètes (1955) e L’Actuelle guerre secrète (1967) la fusione del fantastico con il reale inizia a farsi sempre più presente negli scritti di Bergier, ben intenzionato a presentare le proprie conoscenze esoteriche ed essoteriche3 ai curiosi lettori a ovest della Cortina di Ferro. 

“Se vogliamo essere coscientemente uomini di oggi così contemporanei del futuro dobbiamo avere una visione esatta e profonda del momento in cui il fantastico ha cominciato a straripare nella realtà. Ed è proprio questo momento che studieremo.”

Jacques Bergier

Prima di addentrarci nel mondo del Realismo Magico è bene fare una differenziazione di significato dei termini esoterismo ed essoterismo, utili a comprendere la logica che si cela dietro alla narrazione di Bergier: con il termine esoterismo s’intende quell’insieme di conoscenze la cui divulgazione da parte di un iniziato ai profani è vietata; di contro l’essoterismo include tutte quelle prassi religiose e dottrinali conoscibili dagli esterni, ovvero conoscenze non ermetiche e spesso fatte di rituali portati avanti in modo meccanico dai profani, senza che questi ne abbiano chiaro l’originale significato. 

Fatta questa doverosa premessa bisogna sottolineare come la profonda conoscenza dello spionaggio internazionale, i legami con le società segrete e le nuove conoscenze nel campo della psicanalisi portate avanti dalla Scuola di Carl Gustav Jung permisero a Bergier di costruire una bibliografia d’eccezione, dai forti connotati olistici e spesso capace di connettere discipline e eventi apparentemente distanti.
Aprendo le porte del fantastico e dell’occulto l’astuta spia seppe unire la propria passione per la mitologia nordica, vedi Elogio del fantastico. Tolkien, Lewis, Howard, Machen e altri demiurghi dell’immaginario (1970), a un’intrigante spiegazione del fenomeno ufologico Les extra-terrestres dans l’Histoire (1970) e Le Livre des anciens astronautes (1977), divenuto mainstream a partire dall’ormai iconico incidente di Roswell del 1948 ed espandendo così ulteriormente alcuni spunti di riflessione presenti nel ben più famoso Mattino dei Maghi.

jacques Bergier

Tra verità e finzione, all’inseguimento dei manoscritti perduti

Dopo aver fornito un’infarinatura del personaggio mi soffermerò ora su una delle sue opere, I libri maledetti (Les livres maudits) del 1971; sembrerà paradossale ma vi è ben poco da recensire di questa curiosa opera di poco meno di 160 pagine edita dall’Età dell’Acquario.
Come i migliori accademici Bergier presenta una tesi molto curiosa: nel corso dei millenni l’umanità sarebbe entrata in possesso di innumerevoli libri e papiri “segreti” capaci di fornire conoscenze esoteriche ai giusti lettori tali da sbloccare poteri straordinari e accessi a altre dimensioni dell’Essere.
Ma ogni buon libro eretico ha bisogno della sua Inquisizione sempre all’erta a bruciare un tipo di conoscenza che, secondo Bergier, romperebbe inevitabilmente gli equilibri dell’esistenza umana capovolgendo logiche di potere e la chiave di lettura della realtà stessa: il chimico-spia ritiene infatti che nel corso dei secoli sia registrabile l’esistenza di un’organizzazione segreta (per semplicità definita Ordine Nero) che cospira per cancellare ogni forma di sapere iniziatico che, per un capriccio della storia, per brevi periodi finisce in mano ai profani, i quali, nella loro incapacità di utilizzare tale sapere, hanno provocato sconvolgimenti e momenti di “rottura” di natura rivoluzionaria4.
Tra gli utilizzi profani degli insegnamenti criptici Bergier ricorda il linguaggio cifrato, divenuto preponderante nelle comunicazioni delle diplomazie e dei servizi di intelligence nati con lo stato moderno (Pace di Westfalia, 1648).
Bergier presenta nomi illustri del panorama esoterico mondiale quali John Dee (1527-1608), Georges Gurdjieff (1872-1949), Madame Blavatsky (1831-1891) e Apollonio di Tiana (2-98 d.C.) ipotizzando il loro coinvolgimento più o meno indiretto in questo epico conflitto secolare per l’evoluzione materiale e spirituale dell’umanità.

“Il tema dei libri maledetti, che sarebbero stati distrutti sistematicamente durante l’intero corso della storia umana, ha ispirato evidentemente molti romanzieri, come H.P. Lovecraft, Sax Rohmer, Edgar Wallace. Tuttavia questo tema non è solamente un tema letterario. Questa distruzione sistematica si è verificata e continua a verificarsi, al punto che possiamo domandarci se non esista per caso una cospirazione permanente che ha come scopo d’impedire al sapere umano di sviluppare e progredire troppo rapidamente.”

Jacques Bergier

Con questa entusiasmante premessa Bergier invita il lettore a indossare tracolla e cappello da Indiana Jones (Raiders of the Lost Ark, Steven Spielberg, 1981) e a guadare il fiume della storia all’inseguimento di inafferrabili manoscritti mistici in un viaggio intorno al mondo e nel profondo delle ere, sempre a cavallo tra il reale e l’immaginario.
Le principali opere “maledette” presentate dall’autore sono gli enigmi del divino Libro di Toth, le extraterrestri Stanze di Dzyan e le tecniche parapsicologiche della misteriosa Steganographia dell’Abate Tritemio (1462-1516), membro della fantomatica Confraternita Celtica, che per tutta la sua vita ribadì, per smentire i suoi detrattori in un periodo storico caratterizzato dalla censura e dall’Inquisizione: “Non ho mai fatto nulla di straordinario, eppure si sparge la diceria che io sia un mago. Ho letto quasi tutti i libri dei maghi, non per imitarli, ma con l’intenzione di confutare un giorno le loro superstizioni ingannevoli”.

La Steganographia è strettamente legata agli scritti, in particolare La Monade geroglifica, e alle curiose vicende che circondano il matematico inglese John Dee (1527-1608) e molte altri testi che, secondo Bergier, dalla notte dei tempi influenzerebbero le vicende dell’umanità pur rimanendo ben occultati nelle pieghe della storia. 
Bergier, inevitabilmente, presenterà la propria ricostruzione storica della mitica Biblioteca di Alessandria e di tutti i suoi custodi, fra tutti Demetrio Falereo (345-282 a.C.), contemporaneo di Aristotele e autore di un’opera assai strana intitolata Sul fascio di luce nel cielo, uno dei primi scritti della storia occidentale sulle macchine volanti.
Ad arricchire l’analisi della storia contemporanea, inoltre, Bergier farà riferimento alla sociologia per tentare di spiegare il fenomeno della Scientology, ricostruendo la sua genesi a partire dal misterioso libro Excalibur, considerato la Bibbia della scientologia e alle bizzarre vicende del fondatore della setta, Lafayette Ron Hubbard (1911-1986), per poi fare un salto nella Russia zarista con la cronaca dell’assassinio dello scienziato Mikhail Mikhailovic Filippov (1858-1903), l’enciclopedico intellettuale che lavorò alla prima traduzione francese delle Basi della chimica di Dmitrij Mendeleev (1834-1907) e aiutò uno sconosciuto Constantin Ciolkovskij (1857-1935), considerato il nonno dello Sputnik e della moderna astronautica, a pubblicare L’esplorazione dello spazio cosmico per mezzo di apparecchi a reazione (1903).
Non poteva naturalmente mancare l’esoterista Aleister Crowley (1875-1947) coinvolto nelle vicende della società dell’Ordine dell’Alba d’Oro esteriore (Golden Dawn), nata nel 1889 a Londra e composta da individui eccezionali provenienti da tutti i campi del sapere alla costante ricerca di “uno stato di coscienza più desto della stessa veglia”.

Ed è proprio nel quadro della filosofia del realismo fantastico che si inserisce Les livres maudits, a cavallo tra realtà, storia e fantasia, uscita dalla penna di una delle più curiose personalità del secolo scorso: Les livres può esser preso come un vero e proprio testo di storia alternativa oppure come un suggestivo esperimento di fanta-storia, sebbene le fonti citate siano assolutamente valide, verificabili e autorevoli. Verità o finzione? Sono categorie superate: per dirla con Jacques Bergier, è giunta l’era del Realismo Magico.

“Noi pensiamo che proprio al centro della realtà l’intelligenza, per poco che sia iperattivata, scopra il fantastico. Un fantastico che non invita all’evasione, ma a una più profonda adesione. È per difetto di fantasia che letterati e artisti cercano il fantastico fuori dalla realtà, nelle nuvole. Non ne ricavano che un sottoprodotto. Il fantastico, come le altre materie preziose, deve essere estratto dalle viscere della terra, dal reale. E la fantasia autentica è ben altra cosa che una fuga verso l’irreale.”

Jacques Bergier

Note

1. Gueorgui Antonovitch Gamov (1904-1968), fisico, astronomo e cosmologo fu uno dei primi scienziati ad appoggiare la Teoria del Big Bang di Lemaître e a teorizzare il tunnel quantico. In una fase avanzata della propria vita si interessò alla genetica e alla formazione e trasmissione del codice genetico per mezzo delle basi azotate in seguito alla scoperta del DNA per mano di Watson e Creek (1953). Il professor James Watson troverà ampio spazio nei Libri Maledetti con il racconto del riscatto dello scienziato inglese, dapprima deriso e censurato e, successivamente, riconosciuto come pietra miliare della moderna biologia molecolare con la pubblicazione dell’opera La doppia elica (1968), divenuta oggi un classico della scienza.

2. Sono molti gli storici contemporanei (tra tutti si ricorda Eric J. Hobsbawm, in particolar modo la sua opera Il Secolo breve, 1994) che ritengono che vi sia un trait d’union tra i due conflitti mondiali tale da inglobare gli eventi della rivoluzione bolscevica, l’avvento dei fascismi e la Grande Depressione in un fenomeno storico unico, difficilmente comprensibile senza un’analisi integrata della storia politica, economica e sociale del trentennio. 

3. Una delle più interessanti interpretazioni antropologiche (nonché in linea con la tesi di Bergier) del rapporto tra esoterismo-essoterismo all’interno delle civiltà e nel corso dei millenni è fornita dalle analisi delle società tradizionali portata avanti dall’antropologo Marcel Mauss (1872-1950), l’archeologo e sociologo delle religioni Henri Hubert (1872-1927) e il complesso filosofo ed esoterista Julius Evola (1898-1974) sotto il cappello del Gruppo di Ur nella raccolta Introduzione alla Magia (1971) e da Evola nell’analisi del mondo tradizionale in Rivolta contro il mondo moderno, pubblicato originariamente nel 1934, rivisitato a più riprese fino al 1969 con l’evoluzione del pensiero filosofico dell’autore.

4. In questo senso Bergier riprende il Paradigma delle rivoluzioni scientifiche di Thomas Kuhn, 1962.

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