Taxi driver e l’inferno esistenzialista di New york

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Pietra miliare della New Hollywood, Taxi Driver (1976), per mano del regista Martin Scorsese e dello sceneggiatore Paul Schrader, rappresenta una duplice opera d’arte. La cura stilistica e la sottigliezza narrativa sono gli elementi con cui è possibile detemporalizzare un lavoro di quarantacinque anni fa. Lezione di cinema e di letteratura, di vita individuale e di storia sociale, questo prismatico capolavoro offre anche uno sguardo sull’America post Vietnam.

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