Fenomenologia della Vaporwave

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Una delle prime forme d’arte della rete è la Vaporwave: una corrente musicale ed estetica che unisce nostalgia e critica al contemporaneo.

Uriel Percyfal Tiogeneitt

Pochi generi hanno saputo contrassegnare una decade come il Vaporwave. Nasce poco prima del 2010 come micro genere del Chillwave, genere musicale caratterizzato da una commistione tra Smooth Jazz, Synth Pop, Muzak, Ambient ed un’altra sequela di generi musicali non meglio definiti, il tutto condito da una strizzatina d’occhio agli anni ‘80 e ‘90. Ed è proprio questa vena nostalgica che porta al consolidarsi del Vaporwave grazie ad artisti come James Ferraro, Daniel Lopatin e Ramona Xavier. Ed è proprio quest’ultima che con lo pseudonimo di Macintosh Plus (uno dei tanti pseudonimi usati dall’artista) che pubblicherà Floral Shoppe nel 2011, segnando non solo una pietra miliare per tutti gli stilemi del genere, ma anche rendendolo popolare come meme sulle board di 4chan e Reddit. Il nome invece deriva da un gioco di parole con vaporware, ovvero un software o hardware in ritardo rispetto alla data di lancio oppure solo annunciato e mai immesso nel mercato. 


Il sound Vaporwave è caratterizzato da una predominanza, se non un utilizzo esclusivo, di suoni campionati presi tutti dal periodo che va dal boom economico Giapponese anni ‘80 al 2001, anno dell’attentato al W.T.C di New York. Da questo trentennio vengono presi i sample più disparati; jingle di vecchie pubblicità, canzoni pop più o meno popolari o tracce audio di videogames del Nintendo 64. Una volta estrapolati dal loro contesto originale i sample vengono rallentati rispetto alla loro velocità originale, il pitch viene notevolmente portato verso il basso e vi si aggiungono dosi massicce di riverbero, creando un effetto simile ad una musicassetta riprodotta su un mangianastri malfunzionante. Inoltre,vengono messe in loop, sono aggiunti dei glitch sonori, creando la suggestiva vena nostalgica con cui questo microgenere è nato. Anche dal punto di vista visivo siamo di fronte ad una idiosincrasia estetica, detta anche “AESTHETICS . Immagini 3D in stile anni ‘80, foto pixelate, statue e colonne greco-romane, caratteri giapponesi sono solo alcuni esempi di cosa si può trovare nella corrente AESTHETICS; in cui non mancano sfondi violetti o rosa e filtri video in stile VHS demagnetizate, per aggiungere un ulteriore tocco amarcord

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Il leit motiv che lega tutto il movimento è però il costante rimando al capitalismo e alla società del consumo, sia nei riferimenti visivi che nei sample impiegati, che spesso rimandano alle grandi corporazioni come Amazon o Coca Cola. Questa tendenza parodica della vaporwave però non segue delle linee di pensiero univoche, alcune si rifanno ad un pensiero di natura marxista, altri ancora invece abbracciano linee di pensiero che si ricollegano all’accelerazionismo; pensiero formulato in origine da Gilles Deleuze e Felix Guattari (1972) secondo il quale l’unico modo di superare il capitalismo sia di favorirne l’ascesa, fino a portarlo all’autodistruzione. Tuttavia queste linee politiche emergono sempre come meme, senza mai divenire trattazione esplicita. L’ambiguità di pensiero e una posizione politica alquanto “vaporizzata” hanno lasciato la porta aperta anche a fazioni molto più discutibili. Nel febbraio 2017 alcuni militanti di estrema destra americana (la cosiddetta alt-right) ha mescolato la nostalgia della vaporwave con la nostalgia per il ventennio, creando risultati piuttosto cringe, oltre che di pessimo gusto, denominata fashwave (unione tra i termini fascist e vaporwave). Questo è forse l’unico caso in cui non si è di fronte ad una parodia, ma ad artisti che prendono una posizione chiara, in quanto apertamente appartenenti all’alt-right. 

Esempio di propaganda fashwave

Molti fan della subcultura vaporwave sostengono che essa sia morta con il rebranding di MTV e Tumblr in chiave AESTHETICS. Infatti pur rifacendosi alla cultura di massa, questa corrente musicale ed estetica molto dank si è sempre sottratta ad ambienti più mainstream. Anche se le numerose contaminazioni, tra cui quelle con la trap, di cui il rapper svedese Young Lean ed il producer canadese Blank Banshee sono un esempio più che brillante, fanno pensare di più ad un’evoluzione del genere e ad una frammentazione dello stesso. Infatti, ci sono un sacco di varianti tematiche, come la simpsonwave o nintendo64wave, che non aggiungono nulla all’estetica ed alle sonorità, portandole soltanto su un piano monotematico come per l’appunto i Simpson o i giochi del “nintendone”. Vi è anche una corrente per così dire rivale della vaporwave, ovvero l’hardvapour. Nasce con l’album End of World Rave (2015) inciso dall’artista canadese woX’s. Essa prende a piene mani dalla cultura est-europea e musicalmente si rifà a tutta quella corrente più “punk” dell’elettronica, tra cui l’hardcore techno, l’industrial, l’acid house nonché al punk stesso. I beat sono quindi molto più veloci ed i suoni molto più abrasivi; possiamo in un certo senso definire l’Hardvapour come la nemesi stessa della Vaporwave.

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Un meme particolarmente stratificato in stile vaporwave

Ancora una volta, come abbiamo già assistito con il Bardcore, siamo di fronte ad un meme che in breve tempo riesce a creare non solo un genere musicale, ma una vera e propria subcultura. Infatti non si può ridurre il Vaporwave a semplice gimmick nato sul web, in quanto ad esso è legato una linea di pensiero ed in alcuni casi addirittura uno stile di vita, anche se non sempre del tutto coerente con se stesso. Che la musica vaporwave sia morta oppure esplosa in infiniti sottogeneri poco importa, in quanto l’impatto che ha avuto nell’immaginario collettivo, segna un’epoca che ha influenzato e continua ad influenzare un’infinità di artisti underground e non: basta farsi un giro su spotify per scoprire dozzine di playlist dedicate al genere.

words: Bazaar di Uriel

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In copertina: Adaptation of “Evolution” and life in vaporwave flavours