Paratissima Talents 2020 – Gli spazi di ieri per gli artisti di domani

Lo scorso 24 settembre si è svolta, nel Galoppatoio dell’Ex Accademia Artiglieria di Torino, l’inaugurazione di Paratissima Talents 2020, un’esposizione delle opere degli artisti emergenti che più si sono distinti nella passata edizione. Tutto, a partire dalla location, stupisce il visitatore. I locali, adiacenti alla Cavallerizza di Torino, non nascondono i segni dell’età che avanza, anzi, li sfoggiano. Stupende e decadenti teste di cavallo adornano la rotonda allestita per ospitare le opere dei 14 artisti premiati.

Al centro della sala troviamo la nuova installazione di Cracking Art, “Convivium“, nove coloratissimi orsi, paciosamente troneggianti su alcune balle di fieno, in una ricerca di pacifica convivenza tra essere umano a natura selvatica. L’opera accompagna il visitatore per tutta la rotonda e riempie le narici dell’odore della paglia, la stessa che molti anni fa sfamava i cavalli là custoditi.

Aggirandoci attorno al Convivum abbiamo avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchere con Enrica Pesca, tra le curatrici della mostra, che ci ha dato uno spunto generale sull’esposizione. “Abbiamo deciso di raccogliere qui, nella Rotonda, le opere vincitrici di Paratissima 2019, in un’anteprima degli spazi e dell’edizione di quest’anno, che si terrà dal 23 ottobre. Un percorso eterogeneo con statue, arazzi, fotografie, composizioni e installazioni in onore degli artisti del domani”.

Le nuove città

Appena entrati Marcello Silvestre ci rapisce con “Le città invisibili“, magnifici bronzi antropomorfi ispirati dall’omonimo libro di Calvino. Le città impalpabili descritte nelle sue pagine si fondono letteralmente con i suoi abitanti, e le statue che ne risultano non sono riconducibili direttamente né ad una né all’altra categoria. Non sono più città, tanto meno umani, ma la loro simbiosi perfetta e indissolubile, senza oppressi od oppressori. Una sorta di perfetta bilancia urbana, di cui “Marco Polo II“, l’uomo seduto al centro dell’esposizione, ne è il perfetto testimone: se da un lato una costruzione quasi sangimignanesca cresce dalla sua nuca al centro della sua testa, piegandolo leggermente verso il basso, dall’altro una piccola torre è custodita gelosamente nella sua mano destra, nascosta dietro la sua schiena.

Scolpire col filo

Poco dopo la nostra attenzione viene catturata da “Origine del mondo”, l’arazzo 2x2m di Grazia Inserillo, fiber artist, che abbiamo avuto il piacere di conoscere e approfondire. “Appena finiti i miei studi accademici, ho voluto fare una ricerca sul materiale e su me stessa, in modo da ritrovare la stessa tattilità della scultura ma con un materiale più soffice. Ho così riscoperto l’arte di intrecciare il filo, che appartiene alla mia famiglia da generazioni“.

Grazia infatti è di Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, ed è cresciuta tra le reti del padre pescatore e i ricami della madre sarta. “Con quest’opera ho deciso di dare un taglio netto, da scultrice a scultrice tessile: per me fare spazio è un’esigenza, e cerco sempre di dare una funzione installativa alle mie sculture che, benchè soffici, devono restare sculture”.

Origine del Mondo” ci regala un punto di vista unico sul futuro e sul passato insieme, una commistione di elementi tipici della tradizione sartoriale siciliana che approdano in un nuovo formato, un monolite tondo che ci avvolge in una calda trama rossa.

Paratissima Talents 2020 artisti

Pendolari

A presentarci 6 dei suoi scatti in bianco e nero incontriamo Carlotta Marchigiano, con la serie Pendolari. Ogni persona che incontriamo sui treni è particolare, ed incrocia la sua vita con la nostra, senza però mai toccarci veramente. “Ci troviamo spesso ad immaginare dettagli e fantasie sui nostri compagni di viaggio, senza però voler saper nulla veramente di loro, sul loro mondo”.

È per questo che Carlotta ha deciso di immortalarli, per fissare quella ricerca di aspetti e dettagli che, nei pochi minuti compartecipati sul treno, ci fa sognare sulla vita degli altri. Ogni scatto sospende la realtà dell’osservatore in un momento eterno, diviso tra la favola, all’interno, e la realtà, che viaggia fuori dai finestrini.

Paratissima Talents 2020 artisti

Altri mondi

È questo il tema centrale dell’esposizione, che, come ci ha spiegato Alessandra Villa, curatrice, collega tutti i vari artisti.
ErreDueO ci presenta il suo The Elsewhen Knight, il Cavaliere dell’Altroquando, ispirato al libro,”Elsewhen” (Robert A. Heinlein, 1941), rielaborando il rapporto uomo-macchina in un mondo medievale ucronico che li vede uniti in un abominevole essere biomeccanico, dove l’unico relitto dell’essere umano è la sua scatola cranica.

Valeria Secchi indaga invece sul mondo dei social, e “La Madonna dei Like” diventa una chiara denuncia ai nuovi ‘valori’, il nostro nuovo credo digitale. 1 like = 1 preghiera è il riassunto perfetto di quello che oggigiorno le persone cercano sui social, fuggendo dal mondo reale per trovare approvazione in una realtà finta e finita, il sostegno nel successo, la sicurezza in idoli fallaci.

di Alberto Caresio


Appendice – Microcosmi in balia del tempo

Alcuni degli artisti proposti da ARTiglieria – con/temporary art center fanno della riflessione sul tempo uno dei cardini principali della loro poetica. La volontà di marcare lo stretto legame delle opere con il tempo è chiaro fin dal titolo della mostra. Quel ‘temporary’, isolato e messo in evidenza, sta ad indicare proprio questa consapevolezza: gli spazi espositivi, le mostre e le opere stesse, non possono che essere temporanee, in transito, in divenire.

Il ciclo vitale della terra

È proprio quel che accade nelle opere di Gabriella Gastaldi Ferragatta. L’artista torinese ha esposto due opere strettamente legate al discorso sullo scorrere del tempo. La prima, “Ecosistema emotivo” si presenta come una composizione floreale, piuttosto che un classico insieme di mezzi busti. Fiori e radici accompagnano nella crescita i volti scolpiti in terracotta. Quest’ultimi si trovano adagiati sul fondale terroso di vasi di vetro. Come le emozioni e i sentimenti, queste opere vengono letteralmente coltivate e si trovano esposte a una lenta e inarrestabile dissoluzione.

Caratterizzata da un’ancora più impattante simbiosi è “Opera organica di creta non cotta […]”. Il mezzobusto, in quanto crudo, lentamente assorbe l’acqua ed è destinato a sciogliersi completamente in breve tempo. L’opera mette in luce una “bellezza intrinseca nella sua vulnerabilità e degrado organico”. L’accettazione della finitezza, del ciclo vita e morte e del perenne mutamento che regola l’universo è espressa con profonda umiltà e sereno distacco.


Cosmogonia del colore

La serie UN.limited del progetto artistico “Circle Waves” di Ilaria Franza sembra offrire epici scorci panoramici su cellule, pianeti e universi. Come nel caso delle opere precedentemente trattate, la forma finale delle tele è dovuta a procedimenti di dissoluzione ed espansione dei materiali. Qui è però il colore il protagonista delle vicende artistiche, e il tempo si è ormai cristallizzato.

I quadri sono caratterizzati da una forte sensazione di movimento che ci permette di immaginare duplicazioni cellulari o processi di terra-formazione. Si è testimoni dei movimenti energetici e ondulatori che plasmano la materia. Come le onde del mare che lentamente erodono le rocce e danno forma alle conchiglie, il colore in queste opere dischiude la visione della stratificazione dei millenni.

di Pauldavid Ligorio


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