La fabbrica delle mogli e l’eugenetica patriarco-capitalista

Fabbrica delle mogli capitalista

Pellicola del 1975 diretta da Bryan Forbes e tratta da un romanzo di tre anni prima, La fabbrica delle mogli offre una critica alla androcratica società contemporanea dei consumi. Se una visione attuale mostra un’obsolescenza teorica, dall’altro lato essa porta alla luce come, a distanza di cinquant’anni, gli obiettivi della “seconda ondata femminista” ancora non siano stati completamente raggiunti.

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Wall-e. Una giocosa critica all’umanità

Il cinema d’animazione spesso ci ha regalato perle di inestimabile valore. Seppur perlopiù destinate ad un pubblico giovane, danno ottimi spunti di riflessione anche per gli adulti, e questo non è affatto un male. Molti film della Pixar hanno fatto centro sotto questo frangente: Wall-E, per la regia di Andrew Stanton, è uno di questi, poiché rappresenta una giocosa critica all’umanità.

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Depistaggi narrativi, verità e fantasmi in Memento

Tra i film più rappresentativi di Christopher Nolan e tra i migliori di inizio millennio troviamo senza ombra di dubbio Memento (id., 2000). Scritto a quattro mani con il fratello Jonathan Nolan, Memento è una pellicola unica nel suo genere per la brillante coesione stilistica e tematica di cui è impressa. Infatti, il suo fascino magnetico è principalmente dovuto a una struttura dell’intreccio complessa, arrangiata attraverso un montaggio che si fa beffa delle regole del tempo, e a un reticolo di inganni e depistaggi narrativi pensati per stordire lo spettatore.

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The prestige. Il fascino delle menzogne

L’illusionismo è sicuramente una forma di spettacolo estremamente seducente. L’abilità dell’illusionista va di pari passo con la voglia della nostra mente di essere ingannata; nessuno infatti osserva uno spettacolo di magia per scoprirne il trucco, pur ritrovandosi spesso ad esclamare “ma come ha fatto?”. La stessa arte cinematografia si basa su questo artificio: la cinepresa mente e noi andiamo al cinema per sentire quelle menzogne, così facendo si crea in noi quel senso di stupore e meraviglia. The Prestige (Christopher Nolan, 2006) mescola questi due fattori, regalandoci uno dei thriller più emozionanti di questi ultimi anni.

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Il cyberpunk di Blade Runner: tra il postmoderno e la rivoluzione affettiva

Storicamente la fantascienza è figlia del tempo presente, pur con uno sguardo al futuro e una ricerca al passato. Scott e Villeneuve hanno battezzato le loro creature sotto la sacralità delle esistenze individuali e sociali dei loro tempi.

Trentacinque anni sono passati dal primo episodio. Dati i risultati di un sequel che ci si aspettava, ma di cui non si aveva bisogno (il capolavoro di Scott era infatti già concluso in sé), pare quasi che una forza estetico-metafisica abbia impresso le necessità di un secondo capitolo. Sono infatti i due elementi filosofici di questa spinta (l’estetica e la metafisica, tra gli altri) a dettare l’analisi di ciascun film da un lato, e a colmare dall’altro la riflessione interna allo spazio tra le opere.

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Apocalypse Now: le torbide correnti della guerra

Apocalypse Now guerra

La guerra del Vietnam è un evento storico che occupa una buona fetta della produzione cinematografica statunitense. Sicurmante, il coinvolgimento della nazione in quello che si rivelò un investimento fallimentare in denaro e ancor più in vite umane, fu particolarmente segnante, tanto da dare all’industria cinematografica parecchio materiale. Un film in particolare contribuì nello scolpire il Vietnam nel nostro immaginario collettivo. Ovvero Apocalypse Now (1979) per la regia di Francis Ford Coppola, in questo articolo cercherò di analizzare cosa rende questa pellicola così iconica per i film di guerra.

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The Shining: I misteri della luccicanza

the shining

The Shining (1980) è senz’altro un film di cui è difficile parlare. In primis la realizzazione tecnica è molto differente rispetto buona parte della produzione orrorifica (si pensi all’utilizzo diffuso del gandangolo, che rende la prospettiva più ampia e meno adatta a nascondere eventuali pericoli). Inoltre, il film è tutt’oggi pieno di interrogativi irrisolti, che ne rendono la comprensione piuttosto ostica. Qui di seguito, proverò a dare una chiave di lettura personale alla nota pellicola di Stanley Kubrik.

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The Lighthouse di Robert Eggers. Breve analisi iconografica

The Lighthouse (Robert Eggers, 2019) è una pellicola decisamente atipica rispetto al panorama delle principali produzioni filmiche statunitensi. Se negli ultimi anni le tendenze estetiche principali sono caratterizzate da caricaturali pastelli e oscuri neon Eggers effettua una mirabolante inversione di rotta che riporta gli spettatori in un grottesco bianco e nero, pellicola 35mm e ricercati chiaroscuri.

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Lorenzo Senni e il voyeurismo musicale in “Persona”

Lorenzo Senni Persona

Quando s’incontra un album come “Persona” difficilmente se ne può uscire indenni e si è costretti in qualche modo a riformattare un paio di d’idee nella propria testa. Lorenzo Senni è chiaramente tra gli autori che meritano la possibilità di essere guardati con la lente d’ingrandimento, o ancor meglio, da una fessura attraverso il muro, per provare sulla propria pelle l’inebriante sensazione del voyeurismo. Torniamo indietro di qualche anno!

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