Halloween ombra strega

Halloween – L’ombra della strega

Halloween di John Carpenter è entrato di diritto nell’Olimpo degli slasher movies, come ha fatto l’ombra della strega a terrorizzare una generazione dopo l’altra per oltre 40 anni?

Halloween (1978) di John Carpenter rappresenta fin dalla sua uscita un punto di riferimento per il cinema horror, nonché punto di riferimento nel sottogenere degli slasher movies. Ma cosa rende questa pellicola così unica nel suo genere? Qui di seguito, cercherò di spiegare al mio meglio le ragioni per cui Halloween fu così influente e cosa lo ha reso un cult venerato da molti appassionati.

Michale Myers: Il male senza persona

Partiamo dal protagonista di Halloween: ovvero Micheal Myers, detto anche l’ombra della strega. Egli è un uomo piuttosto ben piazzato, con addosso una tuta da meccanico e una maschera bianco-grigiastra. Del suo passato sappiamo solo che da bambino uccise a coltellate la sorella, e che da allora dimora in un istituto di igiene mentale, finché, la notte prima della vigilia di Halloween, riesce a fuggire. Ecco, ora soffermiamoci sulla maschera, che oltre ad aver reso Mr. Myers un’icona, è totalmente inespressiva. L’inespressività della maschera priva quindi il killer di qualsiasi forma di personalità. Egli viene presentato allo spettatore come una sorta di avatar del male più puro e completamente impersonale; cosa che viene spesso ribadita all’interno dei dialoghi. Da notare anche come Carpenter l’abbia volutamente celato in diverse inquadrature, come a sottolineare la costante incombenza del male nel paese in cui il film è ambientato.

E’ davvero il primo slasher?

Halloween viene spesso definito il capostipite degli slasher. Ma è davvero così? Infatti molti altri sostengono che sia Reazione a Catena (1971) di Mario Bava, a detenere il primato del genere. Altri ancora che sia Black Christmas (1974) di Bob Clark. Sicuramente queste due opere hanno segnato la cinematografia horror in modo molto significativo, ma il film di Carpenter pone degli stilemi nuovi per questo sottogenere.

In primis, la natura dell’antagonista. Se l’omicida nei primi due film è una figura terrena, Micheal Myers viene rappresentato quasi come se fosse una figura soprannaturale, tanto da essere immortale. Infatti, ne una coltellata ne una scarica di proiettili lo fermano.

Altro fattore quasi assente nei film citati ma preponderante in Halloween è la forte vena morale e la sessuofobia. Chiunque faccia uso di alcol oppure consumi un rapporto sessuale durante la pellicola finirà ammazzato. A sopravvivere sarà invece la ragazza “per bene” del gruppo di amici, denominata “scream queen”. Questa caratteristica verrà ripresa non solo dallo slasher, ma da qualsiasi altro teen horror.

Queste due caratteristiche verranno riprese da quasi tutta la cinematografia slasher seguente, come Vederdì 13 (Sean S. Cunningam, 1980) e Nightmare (Wes Craven, 1984). Quindi no, Halloween non è il capostipite, ma ha sicuramente battuto un sentiero prima poco definito, un sentiero che sarebbe stato percorso per un’intera decade, almeno fino alla parodia del canone, ad opera di film come Scream (Wes Craven, 1996) e Quella casa nel bosco (Drew Goddard, 2012).

Un must watch!

Halloween, rappresenta quindi un classico dell’horror destinato al pubblico adolescenziale. E’ stato come abbiamo visto un punto di ispirazione per la cinematografia successiva. Oltre ad avere egli stesso una quantità smisurata di seguiti, remake e reboot. Quindi, per questo 31 ottobre, se non avete ancora visto questo capolavoro, direi che è giusto il momento di recuperare!

words: Bazaar di Uriel


EXTRA

Taxi Driver e l’inferno esistenzialista di New York