5 film classici sui robot da conoscere

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La classifica giusta per scoprire quali film di fantascienza hanno immaginato in modo innovativo androidi, robot e replicanti!

Livio Pareschi

La fantascienza, o Sci-Fi, è uno dei generi cinematografici più floridi di sempre. Una delle principali motivazioni potrebbe essere che, a differenza di generi quali l’horror, il drammatico, il comico e l’avventura, il genere di fantascienza non presuppone nulla, se non il contesto all’interno del quale si viene catapultati. Fantascientifico è il mondo che permea la narrazione, ma la storia in sé è libera di spaziare. Esistono gli horror di fantascienza, i drammatici di fantascienza e le commedie di fantascienza. 

Potremmo dire quindi che la fantascienza è un aggettivo, non un soggetto. Oggi però affrontiamo una categoria molto specifica di questo genere: andremo a comporre una Top 5 dei film che hanno come una delle figure centrali, se non il fulcro stesso della loro narrazione, il tema dell’androide con tutte le sue implicazioni. 

Anticipo subito, oltre che essere fortemente soggettiva e figlia del periodo nel quale viene redatta, questa top conta fin da subito dei grandi esclusi, vale a dire i due film della saga di Blade Runner e Ghost in The Shell (anime e/o film live action). Questo non perché non meritevoli di essere inseriti, semmai il contrario: talmente tanto inflazionati che sarebbe inutile ripetere quanto essi siano rilevanti non solo all’interno del genere ma proprio nella cinematografia in generale. Possiamo quindi iniziare la nostra scalata verso la vetta, si parte! 

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Io, Robot (Proyas, 2004) | 20th Century Fox

5 – Io, Robot
Film ispirato all’antologia Io, robot dello scrittore di fantascienza Isaac Asimov, in cui vengono descritte le Tre leggi della robotica, che regolano il rapporto tra uomini e robot. Tuttavia, ogni altro aspetto della concezione robotica di Asimov è stato liberamente reinterpretato per la costruzione di una storia che mette in scena un robot in fuga accusato di omicidio e tutto ciò che il detective Spooner (Will Smith) scopre seguendone le tracce. Molto interessante anche il ruolo che avrà il cervello positronico centrale della U.S. Robots, V.I.K.I. (Virtual Interactive Kinetic Intelligence), all’interno della narrazione. Un film che saprà divertirvi nonostante i limiti imposti dal tentativo di trasporre in opera cinematografica i racconti di Asimov.

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Humanandroid (Blomkamp, 2015) | Columbia Pictures

4 – Humandroid
Versione cinematografica del cortometraggio Tetra Vaal del 2004, scritto e diretto dallo stesso Blomkamp. Pellicola davvero convincente perché non viene affrontato solamente il tema del rapporto uomo-macchina ma si va oltre chiedendosi cosa possa/debba  insegnare l’uomo alla macchina. Centrali sembrano essere i rapporti di affettività e genitorialità che legano i personaggi umani (Die Antwoord) della vicenda a Chappie, l’androide protagonista, ma ancor  più messo a fuoco è un quesito che lo spettatore sarà portato a porsi  durante la visione: quanto e come ha influito il contesto in cui sono nato e cresciuto su di me, sul mio carattere e sui miei valori? Fossi cresciuto in un altro luogo e con altre persone attorno, apprendendo quindi  cose diverse, sarei ancora Io o sarei un Altro? 

Ex Machina (Garland, 2015) | A24

3 – Ex Machina
Caleb Smith è un giovane programmatore che si aggiudica, tramite un concorso, la possibilità di trascorrere una settimana nella casa di Nathan, l’amministratore delegato della società per cui lavora, per collaborare all’esecuzione del test di Turing sull’androide Ava. Obiettivo del test:  scoprire se abbia sviluppato una vera intelligenza e coscienza di sé. Il film saprà trascinarvi ogni minuto che passa sempre più a fondo in una spirale di inquietudine e sospetto che raramente potrete ritrovare in altre pellicole del genere. Una perla rara che si regge unicamente su 3 personaggi. Da recuperare assolutamente. 

A.I. (Spielberg, 2001) | Warner Brothers

2 – A.I.
Il soggetto del film è tratto dal racconto del 1969, di Brian Aldiss, Supertoys che durano tutta l’estate. A primo impatto potrebbe sembrare una rivisitazione fantascientifica della favola di Pinocchio, ma a vederla così  saremmo ben lontani dalla realtà: la storia infatti racconta l’avventura del piccolo robot David alla disperata ricerca di un modo per tornare tra le braccia della sua mamma, una persona che lo aveva “adottato in prova” dopo l’ibernazione del figlio a causa di una malattia non ancora curabile e poi abbandonato. Un film a tratti molto dolce e a tratti molto crudo che saprà farvi non solo emozionare ma anche riflettere alla vista dei trattamenti che l’uomo riserverà in più di un’occasione ai robot. Stupendo.

L’Uomo Bicentenario (Columbus, 1999) | Touchstone Pictures

1 – L’Uomo Bicentenario
Altra pellicola tratta dai racconti di fantascienza di Asimov. A parte il fatto che andrebbe visto già solo per l’interpretazione meravigliosa di Robin Williams, questo film lo ritengo una vera perla che dimostra come la fantascienza possa essere un contenitore all’interno del quale possono essere raccontate non soltanto storie macabre e scure sul futuro dell’uomo nei confronti della macchina, ma anche luogo dove possono essere narrate delle storie di tenerezza come questa, che lascio scoprire a voi.

A certi palati il film potrà risultare troppo smielato o non meritevole del primo posto di questa top, ma ci tenevo a chiudere questa lista con un film luminoso, a dimostrazione che noi della rivista non ci poniamo negativamente a priori nei confronti del futuro e della tecnologia ma in maniera critica, volgendo lo sguardo non solo alle storie che possono fungere da monito per il mondo che verrà, ma anche a quelle che possono ispirare fiducia nei confronti di quel panorama sfocato che prende il nome di futuro. A volte una storia dolce come quella dell’Uomo Bicentenario può solo farci del bene. 

Frankenstein (Whale, 1931) | Universal Pictures

0 – Frankenstein
Che sia il film o il libro dal quale è tratto di Mary Shelley, non potete privarvi della storia che ha dato il via al genere stesso della fantascienza. Non solo, tutta la filosofia legata all’immagine dell’androide concepito come creatura dell’uomo che sfugge al suo controllo, all’immagine del mostro da cacciare, al concetto dell’escluso, del freak, è tutto condensato in quest’opera poiché tutto è partito da qui. una volta letto il libro e/o visto il film rivedrete l’eredità di Frankenstein in ogni robot che incrocerete in un film da lì in avanti

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