Paolo Conte Via con Me

‘Via con me’, un documentario per raccontare la musica di Paolo Conte

Asti, 2020. In un contesto di campagna, tra gli alberi illuminati da un sole meraviglioso ed il cielo azzurro come i pomeriggi lunghi cantati da Celentano, appare una topolino amaranto. È la città cantata da Paolo Conte nel suo secondo disco “Paolo Conte” nel 1975, la stessa che a distanza di 45 anni è raccontata in Via con me. Occasione di comunicare per immagini un autore geniale, tra i più prolifici della storia della musica italiana.

Di ritorno da Venezia, rigorosamente fuori concorso

Ma sì, era il modo più giusto di presentarlo. Paolo Conte non è un autore da concorsi. Lui stesso ci ha sempre abituato all’eleganza della discrezione, alla diffidenza nei confronti di un successo forse inaspettato. Arriverà nei cinema da lunedì 28 a mercoledì 30 settembre il documentario a lui dedicato, presentato a Venezia77 diretto da Giorgio Verdelli. Ho avuto l’opportunità di partecipare all’anteprima, presso il Cinema Ambrosio di Torino, mercoledì 23 e posso dirvi che, se amate Paolo Conte, allora forse dovreste dedicarvi una di queste tre sere.

La prima cosa da dire è che non si tratta di una celebrazione, e questo avrebbe potuto rendere stucchevole, oltre che retorico, un tipo di prodotto che spesso cade nel rito di divinizzare il protagonista del suo racconto, ma non è questo il caso. È certo inevitabile raccontare la storia di Paolo Conte per raccontarne l’importanza, ed attraverso immagini di repertorio questo documentario lo fa. Ma il valore aggiunto di questo lavoro sta nella quantità esorbitante di spezzoni di concerti raccolti negli ultimi due anni.

Punti di vista

Mi sono reso conto di essere arrivato in sala senza essermi chiesto che tipo di documentario sarei andato a vedere: una narrazione? Un racconto? Un’intervista? Un concerto? E quanto sarebbe stato protagonista Paolo Conte? C’è un po’ della risposta in tutte queste domande. Attraverso ospiti disparati il regista ci fornisce un affresco del cantautore astigiano, fatto dei diversi colori di chi lo ha conosciuto, di chi ci ha collaborato, di chi ci ha condiviso palchi e storie, il tutto incorniciato dalle parole dell’artista che si muove tra le immagini di un concerto, aneddoti di canzoni e spezzoni televisivi.

A metà tra i ricordi e i racconti di una vita artistica stupefacente, ne scaturisce un uomo molto complesso che scruta il mondo e lo spettatore che ha davanti con il suo sguardo enigmatico, magnetico. Non ci viene detto molto della vita personale di Conte, ma quel poco che ci viene detto è sufficiente per carpirne la sensibilità attraverso la quale quest’ultimo vede il mondo raccontandolo in canzoni.

Creazioni e canzoni

“Ho sempre dato più importanza alla musica, ma da qualche tempo inizio a pensare che potrei venire ricordato anche per le parole. Ricordatemi per entrambi.”

Ciò che sorprende nei testi di Paolo Conte è la struttura cinematografica presente nelle composizioni delle strofe. Le sue parole sono profumi, colori, immagini, sensazioni, il tutto legato da giochi ed invenzioni delle parole stesse, da grande amante de La Settimana Enigmistica quale Conte ci dice di essere. Ma addentrandoci nella creatività del cantautore, ecco che il regista ci regala un suo lato quasi inedito descritto nel disegno. È qui che il musicista ci dice quanto trovi questa forma d’arte rilassante, mostrandoci e raccontandoci alcune delle proprie opere.

“Paolo Conte – Via con me” da lunedì 28 a mercoledì 30 settembre al cinema

Il documentario di Verdelli ci racconta un artista eclettico e fondamentale per raccontare la storia della musica italiana in Italia e non solo. Ciò che colpisce è l’attualità di molti contenuti, i quali troppo spesso vengono tralasciati in favore di ciò che ha reso grande un artista; il che è un peccato, poiché la rappresentazione delle ultime esibizioni di Conte è il risultato dell’accumulo di una maturità artistica che dura da tutta la vita.

Paolo Conte è stato, è e sarà uno degli autori più geniali della nostra storia, e questo documentario ci ricorda che oltre a un passato glorioso vi sono un presente ed un futuro signorile, unico ed esemplare. Lunga vita a Paolo Conte e gustatevi Via con me.


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Altre fonti

‘Via con me’ di Giorgio Verdelli – Recensione (Mymovies)