Tenet impensabile

Tenet – Il richiamo dell’impensabile

Il nuovo film di Christopher Nolan sconvolge completamente il concetto di temporalità e di causa-effetto con cui siamo abituati a pensare, al punto da correre il rischio di essere incomprensibile. Eppure, dietro a Tenet potrebbe esserci una precisa volontà di indagare ciò che non possiamo comprendere, ovvero l’impensabile.

Una vecchia storia

È il 1956 quando Isaac Asimov pubblica L’ultima domanda sulla rivista Science Fiction Quarterly. Nel racconto, le risorse della Terra stanno finendo e l’umanità crea un’intelligenza artificiale a cui affidare la propria sopravvivenza. Il computer evolve, diventa immateriale, fino a inglobare in sé la coscienza umana. La progressiva evoluzione della macchina è narrata attraverso dialoghi, in cui persone di diverse epoche future si rivolgono sempre la stessa domanda: “È possibile invertire l’entropia e impedire il raffreddamento dell’universo?”. L’unica domanda a cui il calcolatore onnisciente non potrà rispondere. Non finché gli esseri umani esisteranno, almeno. La circolarità del tempo si avvera infatti quando l’ultima stella si spegne. L’entità, rimasta sola, trova finalmente la risposta, ricrea l’energia e l’universo può nascere nuovamente. 

Un confine logico

Gli anni Cinquanta sono stati decisivi per il genere fantascientifico. Vennero sollevati interrogativi filosofici e paradossi logici destinati a diventare sempre più importanti. A distanza di sessant’anni, Tenet torna a parlarci di inversione dell’entropia. Non serve capirci qualcosa: ci interessa di più notare come ce ne parla. Nel film, la grande scoperta, la materia invertita che si muove a ritroso, non servirà a salvare l’umanità. Diventa al contrario un’arma che scatenerà una guerra per il controllo del tempo. Ma la grande differenza rispetto al racconto di Asimov, è che Tenet non prevede alcuna rassicurante entità onnisciente.

Non si può però ancora parlare di nichilismo, in quanto c’è qualcosa al di sopra dell’umanità (o dopo di essa). In Interstellar si parla di esseri superiori, a più dimensioni. Non li comprendiamo, ma possimo comunicarci. Allo stesso modo, la realtà altra in Tenet è il futuro. La materia invertita è creata in un momento imprecisato che ancora deve accadere, ma già si ripercuote sul presente. I personaggi, primo fra tutti il Protagonista, interagiscono con il fenomeno (armi e persone che si muovo in reverse) senza comprenderlo del tutto, perché non è ancora successo. 

Tenet impensabile

La fragilità delle certezze

Bisogna tentare dunque di capire o semplicemente godersi il film? Non ha importanza. In qualunque modo ci relazioniamo alla storia, siamo naturalmente attratti dall’impensabile. E una possibile causa sta nella crescente complessità del mondo che ci circonda. In una chiave di lettura postmoderna, possiamo dire di vivere un periodo storico di incertezza causata dal crollo delle grandi verità assolute e delle categorie fisse. L’incomprensibile non può più essere delegato a un’entità sovrumana, perché siamo chiamati a farci i conti in prima persona. Essere posti di fronte a qualcosa che non capiamo, come può essere la frammentazione dello spazio-tempo per come lo conosciamo, crea una sensazione di uncomfortable che, tuttavia, è irresistibile. 

Cinema del paradosso

Tale alterazione della circolarità del tempo, che ora può essere percorso in qualsiasi direzione, diventa una “manifestazione di come nell’epoca dell’ipertecnica la modernità abbia frantumato la connessione tra il qui e l’ora” (Essere senza casa. Sulla condizione di vivere in tempi strani di Gianluca Didino, Minimum fax, 2020). Il grandioso effetto spettacolare sta nello scorcio che ci viene offerto sulle infinite realtà possibili. Lo spettatore si ritrova dunque sperduto all’interno di un paradosso che non comprende, che dà le vertigni, ed è proprio questo ad affascinarlo. La spaesante consapevolezza di muoversi nell’incerto, ma al contempo un riscatto: l’ottimismo con cui i destini individuali acquistano importanza e incidono sulla storia del mondo. 


FONTI

Tenet, di Christopher Nolan (Sentieri Selvaggi)

EXTRA

Nolan sulle tracce del palindromo: Avan-retrospettiva a partire da Following (Cicles Magazine)