Apocalypse Now: le torbide correnti della guerra

La guerra del Vietnam è un evento storico che occupa una buona fetta della produzione cinematografica statunitense. Sicurmante, il coinvolgimento della nazione in quello che si rivelò un investimento fallimentare in denaro e ancor più in vite umane, fu particolarmente segnante, tanto da dare all’industria cinematografica parecchio materiale. Un film in particolare contribuì nello scolpire il Vietnam nel nostro immaginario collettivo; ovvero Apocalypse Now (1979) per la regia di Francis Ford Coppola. In questo articolo cercherò di analizzare cosa rende questa pellicola così iconica.

Willard e Kurtz: due uomini, la guerra ed il fiume.

Il film gira attorno alle vicende del capitano Willard (Martin Sheen); egli è infatti incaricato di trovare il maggiore Kurtz (Marlon Brando), un ufficiale ormai impazzito che ha fondato con un gruppo di indigeni una setta, situata in Cambogia, sulle sponde del fiume Nung. La missione quindi consisterà nel risalire il fiume in barca, partendo dal Vietnam, per raggiungere Kurz ed eliminarlo. Ed è proprio questo viaggio uno degli elementi più caratteristi di questo film. La risalita di un fiume infatti è incorniciata da scene crude, che mostrano la violenza della guerra. Di sottofondo invece abbiamo i pensieri di Willard; un protagonista che ormai è completamente divorato da un conflitto al quale non riesce più a trovare una giustificazione, che lotta solo più per non perdere il senno. Alla fine del suo percorso lo attende Kurtz, un uomo che ormai è stato sopraffatto dalla follia che lo circonda, egli è completamente abbandonato alla sofferenza e in realtà vuole essere ucciso. Il fiume Nung non è nient’altro che la follia e il dolore che si fanno immagine: con il protagonista che sta ancora risalendo le sue correnti e l’antagonista che è ormai annegato nelle sue acque.

Le scene e gli altri personaggi: sono davvero così assurdi?

Coppola ci mostra situazioni e personaggi al limite dell’assurdo. Un esempio, ormai divenuto iconico, è il nome di colonnello Kilgore e la sua squadra di elicotteri; che oltre alla sua passione per il surf usa la musica di Wagner come arma psicologica sui vietcong. Ma tutte queste situazioni, vengono messe in scena dal regista nel modo più credibile possibile. Per tutta la durata del film, lo spettatore non avrà mai la sensazione di assistere a qualcosa di assurdo o grottesco. Ogni singola scena infatti sembra trovare la sua sensatezza nel contesto completamente insensato del Vietnam. Sicuramente il lavoro di documentazione che c’è dietro a questo film è partecipe di questa sensazione. Infatti l’opera è datata 1979, ben dieci anni dalla fine della guerra, ed è approssimativamente ambientato negli ultimi anni di quest’ultima. Non ci deve quindi sorprendere più di tanto vedere delle forze armate ormai allo sbando, sfiancate da un conflitto armato lungo dieci anni, contro un nemico tenace è avvantaggiato da una profonda conoscenza del territorio.

Il peso di Apocalypse Now: considerazioni finali

Con questo articolo abbiamo quindi dimostrato perché Apocalypse Now è un film ormai scolpito nel immaginario collettivo. Anche chi non l’ha mai visto, probabilmente ormai riesce a ricollegare subito la frase “adoro l’odore del napalm di mattina” con questa pellicola. Ma la sua vera forza è il mostrarci un confitto senza prendere posizioni di alcuni tipo e senza troppi filtri: esso infatti viene mostrato per la follia e la violenza da cui è composto. Questo fa di questa pellicola un vero è proprio capolavoro, che tutti dovrebbero vedere, anche più di una volta.

Check it out >> Baazar di Uriel. Cinema, musica e amenità assortite