La simulation theory in 5 film cult

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Una classifica dei migliori film che hanno esplorato e ampliato il tema del mondo come simulazione. 

Livio Pareschi

Negli ultimi vent’anni la Simulation Theory, vale a dire l’idea che la nostra realtà sia una simulazione generata da qualcun’altro, non ha mai smesso di essere dibattuta e di guadagnare popolarità. Le ragioni del successo di questa teoria risiedono nel fatto che, a pensarci bene, il nostro cervello fa da sempre quello che farebbe se una macchina generasse il mondo che vediamo attorno a noi: nel sonno vengono generate realtà che ci sembrano del tutto credibili salvo poi scoprire, al nostro risveglio, che si trattava di un sogno e quindi nulla più che un’illusione. 

Già nel III secolo a.C. il filosofo cinese Zhuāngzǐ, uno dei due fondatori della filosofia Taoista, scriveva nel suo Sull’Organizzazione delle Cose di come una notte sognò di essere una farfalla che volava leggera e spensierata. Dopo essersi svegliato era confuso e si domandò come potesse determinare se era veramente se stesso, quando aveva appena finito di sognare di essere una farfalla, oppure una farfalla che aveva appena iniziato a sognare di essere Zhuāngzǐ. 

La Simulation Theory potrebbe essere inoltre considerata una versione moderna, in chiave informatica, del mito della caverna di Platone: cosa sono le ombre osservate dagli uomini incatenati e tenuti prigionieri nella caverna, se non il primo rudimentale esempio di simulazione a cui poteva pensare un uomo dell’antica Grecia? Da quella fondamentale allegoria in poi, le costruzioni si sono fatte allo stesso tempo più cervellotiche e più futuristiche arrivando ad essere il cardine sul quale ruotano le 5 pellicole che vi proponiamo nella seguente top.

film simulazione
L’esperimento mentale del “cervello nella vasca” di Hilary Putnam ci mostra l’impossibilità di stabilire se viviamo effettivamente in una simulazione

5. The Truman Show

Non poteva essere lasciato fuori da questa lista, seppur sia del tutto estraneo al concetto di “digitale”. Truman Burbank trascorre una vita tranquilla nella città in cui abita, Seahaven, quando avvenimenti sempre più strani iniziano a fargli sospettare che non sia lui ad avere il controllo sulla sua vita, bensì qualcun altro che, dall’alto, controlla le sue azioni e manovra di conseguenza tutte le persone attorno a lui. The Truman Show è ancora più degno di nota anche per la sua visione straordinariamente preziosa della cultura del gossip, delle celebrità in fuga e di una nazione con una sete insaziabile di dettagli privati di vite degli altri. Esso è inoltre un ottimo monito per ricordarci che le simulazioni non devono essere per forza qualcosa di legato unicamente al mondo digitale, poiché la realtà può essere manipolata davanti ai nostri occhi anche senza supporti informatici. 

4. Tron 

Pellicola del 1982, è considerato un vero e proprio film di culto. Non soltanto, esso è anche considerato il primo film di fantascienza che inscena una realtà virtuale. Con uno stile visivo unico e assolutamente all’avanguardia per l’epoca, la storia ci catapulta in un mondo digitale nel quale Kevin Flynn, il nostro protagonista, scopre che i programmi realizzati da lui e dai suoi colleghi formano un universo parallelo, la cui esistenza consiste nell’eseguire fisicamente i comandi che vengono impartiti dal programma in funzione. Alleatosi con Tron, un alter-ego virtuale creato tempo prima per proteggere il sistema, Flynn dovrà riuscire a cancellare il Master Control Program per porre fine alla sua tirannia in questo mondo digitale. Se ne consiglia la visione con una certa cautela, poiché gli effetti luminosi datati potrebbero risultare problematici per persone con fotosensibilità visiva. Nel 2010 ha avuto un sequel e da anni si vocifera di un probabile reboot del franchise. 

Uno scenario della realtà virtuale di Tron 1982 | WB

3. eXistenZ 

In un futuro imprecisato, la famosa creatrice di videogiochi Allegra Geller sta per presentare la sua ultima creazione, eXistenZ, un gioco basato su un particolare sistema di collegamenti neurali che permette al giocatore di vivere una dimensione parallela, del tutto realistica. Durante la prima dimostrazione del gioco, un terrorista infiltrato fa fuoco e ferisce Allegra: quest’ultima sarà costretta a fuggire insieme a Ted, vero protagonista della pellicola, alla ricerca del mandante di questo attentato. Cronenberg mette in scena una vicenda che tratta di simulazioni ma con un approccio molto più carnale. Una volta visto questo film difficilmente vi dimenticherete dei Joypad fatti di pelle, carne e mucose, e delle armi composte da ossa e denti. Decisamente una delle visioni più interessanti delle esperienze digitali, dato che esse vengono esperite con veri e propri apparati organici che diventano quasi protesi del normale corpo umano e non rimangono meri strumenti. Perfetto connubio tra corpo umano e macchina. 

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In Ready Player One l’accesso alla realtà virtuale è mediato da un visore | WB

2. Ready Player One 

Sicuramente tra i titoli più noti di questa top, esso è l’adattamento cinematografico del romanzo Player One scritto da Ernest Cline. Anno 2045, sovrappopolazione e disparità economiche hanno rovinato la vita sulla Terra e molte delle sue città sono diventate baraccopoli stracolme di persone che, per evadere dalle loro vite insoddisfacenti, si immergono nel mondo virtuale di OASIS, dove possono prendere parte a numerose attività per lavoro, istruzione e intrattenimento. Per quanto la pellicola possa risultare una grande rivisitazione della storia di Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato (1971), con una gara al cui termine il vincitore diventerà il possessore del mondo digitale, essa è una vera e propria esperienza visiva dove non si contano le apparizioni di personaggi del mondo dei videogiochi per quanti ne sono stati inseriti. Un vero e proprio tripudio della cultura pop, non solo videoludica ma anche cinematografica, passando da Ritorno al Futuro per arrivare a Shining e Godzilla. Gioia per gli occhi, dove il mondo digitale è assoluto  protagonista, ancora più importante di quello reale che subisce le azioni dei protagonisti in game. 

1. Matrix 

A distanza di ben 22 anni dalla sua uscita nelle sale, Matrix è ancora IL film (assieme ai suoi due sequel, Reloaded e Revolution) che meglio ha saputo raccontare di un mondo, di un’umanità, soggiogata dalle macchine e rinchiusa all’interno di una simulazione dalla quale è pressoché impossibile uscire. Le sorelle Wachowski per la storia hanno tratto ispirazione da un gran numero di opere, tra cui romanzi, fumetti e videogiochi, ma soprattutto da Ghost in the Shell, dal “mito della caverna” di Platone, dall’ipotesi del genio maligno di Cartesio e dall’esperimento mentale dei cervelli in una vasca di Hilary Putnam, creando la sintesi perfetta che è il primo capitolo di questa trilogia. Cult assoluto, da non perdere e da rivedere ciclicamente per la genialità dietro ogni singola intuizione. La narrazione è pressoché perfetta e il mondo all’interno del quale si svolge la vicenda lascia senza fiato. 

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La scena del risveglio del protagonista di The Matrix | WB

Se in questi film cercherete risposta alla grande domanda che pone la Simulation Theory, sappiate che non la troverete. Poco male in fondo, poiché la parte davvero interessante della teoria non sta nello sciogliere il dubbio ma nel materiale che offre per speculazioni e riflessioni sulla natura e le potenzialità dei mondi simulati, oltre che sulle potenzialità della mente umana stessa. 

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In copertina: Candy VR | Alberto Caresio