Visioni da Venezia 78

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La famiglia è il nucleo tematico della Biennale Cinema 2021. Tra i film più emozionanti l’ultimo di Sorrentino, Pedro Almodovar e il fuori concorso Dune. 

Cecilia Pascucci

Se volessimo determinare il momento esatto in cui comincia la stagione cinematografica, sempre ammesso che il cinema possa sottostare a questa mera scansione temporale, quel momento sarebbe la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Il più antico festival cinematografico al mondo, istituito nel 1932, da 78 edizioni ogni anno consacra astri nascenti, dà la sua benedizione a debutti folgoranti e tributa ai mostri sacri della settima arte i dovuti onori. Conclusione perfetta di ogni estate, inizio sfavillante per l’autunno, in quei dieci giorni il Lido di Venezia si trasforma in una piccola bolla nella quale grandi star di Hollywood, addetti ai lavori, semplici curiosi o grandi appassionati sono mescolati insieme. Nessuna influenza dall’esterno riesce a penetrare lo scudo della laguna veneta, perché per dieci giorni si parla e si respira solo esclusivamente cinema.

Nella situazione attuale programmare il festival e riuscire a presentarlo al pubblico, includendo titoli che per qualità e quantità alzano sempre di più l’asticella della manifestazione, è la grande prova che il settore è più che mai vivo e scalpita. Anzi, che non ha mai smesso di correre. Soprattutto non ha permesso alle vicende dell’ultimo anno e mezzo di fagocitarlo completamente, diventando l’unica lente attraverso la quale approfondire la realtà. 

biennale cinema 2021
Madres Paralelas, 2021 | Pedro Almodóvar

È la famiglia uno dei temi cardine della Mostra di quest’anno, declinata attraverso le mille sfaccettature che solo un elemento narrativo complesso come questo riesce a fornire. Sono le madri in particolare ad essere al centro dell’attenzione. Le Madres Paralelas di Pedro Almodovar, film di apertura della mostra, sono profondamente diverse ma si imbarcano nello stesso viaggio. Janis è una fotografa affermata che desidera da tempo un figlio, Ana invece è un’adolescente a cui la maternità è accaduta e basta. La nascita di due bambine, Cecilia e Anita, crea un legame indissolubile che evolve in maniera simmetrica, e che, aiutato dal destino, le farà rincontrare. Il DNA è la base di tutto il film, quello genetico che una madre trasmette al proprio figlio e quello storico e politico di una Spagna che ancora oggi non è completamente ricomposta e fatica a fare i conti con il proprio passato. Penelope Cruz riceve meritatamente la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, in un ruolo diverso da quelli in cui siamo soliti vederla, sobrio e composto ma che non perde certo la sua forza emotiva.

biennale cinema 2021
La Figlia Oscura (The Lost Daughter), 2021 | Maggie Gyllenhaal

Olivia Colman interpreta una figura materna completamente diversa in The Lost Daughter, esordio alla regia di Maggie Gyllenhaal, che le vale il Premio per la Miglior Sceneggiatura, anche grazie all’omonimo romanzo di Elena Ferrante sul quale il film è basato. Leda è una madre che si è arresa, e si ritrova ormai adulta a dover fare i conti con le conseguenze di questa scelta. Protagonista del film Leone d’Oro, L’événement, è una giovane madre che madre però non vuole diventare. Poi ci sono i fratelli, che in Sundown hanno il volto composto e imperturbabile di Tim Roth e Charlotte Gainsbourg. Il regista Michel Franco punta il suo obiettivo su una famiglia ricchissima e all’apparenza normale, il cui status quo però salterà a causa di un imprevisto. Il caos dirompente che si abbatte sulla famiglia con la violenza di un colpo di pistola è raccontato dalla prospettiva di Neil, un Tim Roth pallido, indolente e impassibile, che niente sembra essere in grado di scalfire.

Coppia di fratelli sono anche Jesse Plemons e Benedict Cumberbatch, ricchi mandriani nel Montana degli anni Venti, in The Power of the Dog, premiato con il Leone d’Argento per la Regia di Jane Campion. Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Thomas Savage, il film è una introspettiva potente sulla famiglia e i suoi delicati equilibri, e ciò che succede quando questi ultimi vengono alterati dall’ingresso di nuovi membri. Benedict Cumberbatch dà vita a un personaggio complesso, crudele, sadico e irraggiungibile, a cui solo il giovane Kodi Smit-McPhee nei panni di Peter è in grado di tenere testa. 

biennale cinema 2021
Dune, 2021 | Denis Villeneuve

Di giovani promesse, predestinati e famiglie in lotta è pieno Dune, grandioso adattamento firmato da Denis Villeneuve dalla saga cult di Frank Herbert. Presentato in anteprima fuori concorso al festival, Dune è cinema d’autore nella sua migliore essenza applicato ad un genere ormai diventato pop. La saga della casa Atreides e del giovane Paul, l’eletto, rivive in un film capace di stupire grazie a una messa in scena grandiosa e a una colonna sonora avvolgente, e soprattutto grazie a un cast stellare perfetto in ogni ruolo. Famiglia di sangue, famiglia per scelta, ma anche la città come estensione della famiglia, come la Napoli rarefatta di È stata la mano di Dio, che fa guadagnare a Paolo Sorrentino il Gran Premio della Giuria e al giovanissimo protagonista Filippo Scotti il Premio Mastroianni. 

Anche la sezione documentari quest’anno è ricca e variegata, con la musica al centro della scena, che prende forma attraverso le parole dei suoi storici protagonisti. È affascinante sentir descrivere da Jimmy Page il processo di post produzione di Led Zeppelin, primo album in studio della band pubblicato nel 1968, e ancora di più vedere John Paul Jones emozionarsi nel riascoltare una vecchia intervista del compianto John Bonham in Becoming Led Zeppelin, documentario che ripercorre gli esordi di quattro dei musicisti rock più influenti di tutti i tempi. In Hallelujah: Leonard Cohen, journey, a song scopriamo invece come una delle canzoni più famose di tutti i tempi abbia in realtà avuto una genesi e un percorso travagliato, grazie ad un lavoro certosino di ricerca delle fonti e delle testimonianze.

Ognuno può trovare il film di cui innamorarsi al Festival di Venezia, e respirare l’atmosfera di un grande festival internazionale a cui tuttə possono avere accesso. Il programma è vasto, intenso e variegato, e ci fa assaporare la gioia di un’industria che, a dispetto delle tante critiche, è ancora in grado di dare tanto. E ce lo sta dimostrando ancora una volta.

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