Lacrime avant-pop in Magdalene di FKA twigs

La lunga attesa per Magdalene (Young Turks Records, 2019) dell’artista inglese FKA twigs, all’anagrafe Tahliah Debrett Barnett, giunge finalmente al termine. Sorprende non poco che un disco come questo venga riconosciuto tra le uscite più succose nel panorama pop. Le delicate sonorità del disco si allontanano decisamente dalle bizzarre decostruzioni di ‘LP1‘ (Young Turks Records, 2014) ai fini di abbracciare un’estetica tanto intimista, quanto in linea con sonorità ormai ben radicate nella mente degli ascoltatori contemporanei. Grazie inoltre alla partecipazione di artisti ormai noti al grande pubblico quali Nicolas Jaar, Arca e Future.

Dal profondo dell’anima

Per l’ascoltatore attento l’incontro con la voce di twigs non può che essere un colpo di fulmine. L’estrema capacità dell’artista di raccontare i propri sentimenti attraverso le brillanti linee vocali è sorprendente. Fin dal principio con ‘thousand eyes’ si percepisce il calore e lo struggimento che questo disco porta con sé. Pianoforte, percussioni lente e profonde rimangono una costante dell’intera produzione. Il desiderio di twigs è quello di raccontare le molte difficoltà personali che negli ultimi anni l’hanno oppressa, ma allo stesso tempo fatta maturare, sia come artista, ma soprattutto come persona e donna.

I temi ricorrenti nei testi non possono quindi che essere l’amore perduto, la mancanza, la sofferenza. Si percepisce un’ambivalenza molto forte tra le diverse sonorità che compongono ‘MAGDALENE’. Da una parte la voce e il pianoforte, dall’altra i ricorrenti, ma sempre diversi, effetti elettronici e melodie dal sapore glitch curati da Arca e Jaar. In particolare ‘sad day’ si arricchisce con un effetto phaser asciutto e ad alta frequenza che ricorda sorprendentemente ‘Falaise’, l’intro del recente ‘Crush’ di Floating Points.

Resilienza

Al centro del disco è posta ‘mary magdalene’, che insieme a ‘holy terrain’ e ‘fallen alien’, costituisce il perno centrale attorno al quale ruota il sentimento di twigs. Questa traccia racconta della forza e dell’indipendenza della donna e ancora una volta si percepisce l’espressività bilanciata del pianoforte insieme a metallici suoni di strappi. Scelta stilistica coerente alla luce dell’icona religiosa scelta da twigs come tramite per comunicare il suo stato emotivo. Maria Maddalena è, secondo le scritture del Nuovo Testamento, una seguace di Cristo, santa e meretrice allo stesso tempo; costretta nel bene o nel male a vivere la propria vita sotto il controllo dell’uomo che l’ha liberata, ma allo stesso tempo consapevole di aver conquistato se stessa.

La scelta d’inserire un personaggio come Future in ‘holy terrain’, così distante da un artista come Twigs, è probabilmente un tentativo ben riuscito di mettere in luce questa contraddizione. Future sembra essere l’ospite indesiderato, l’impersonificazione del machismo e della mascolinità tossica, che tenta in ogni modo di riappropriarsi della preda perduta. Quel che ne risulta è un’incalzante traccia post trap, che interpreta e ribalta i canoni del genere.

Il concetto di resilienza, cioè il superamento costruttivo di un dolore profondo, è alla base di ‘fallen alien’. Un pezzo energico, furiosamente composto, che chiude il meraviglioso trittico centrale. In conclusione: Magdalene è un disco eccezionalmente compatto alla luce delle sue costanti oscillazioni tra distensioni melodiche e contrazioni ritmiche Un disco che riesce ad esprimere con immediatezza ed efficacia sentimenti appartenenti all’impenetrabile universo che l’artista si porta dentro.

Ipotesi – Cosa s’intende per avantpop?

Si fa fatica a credere che davvero un disco del genere possa diventare un mero oggetto di consumo. Se per avant-pop s’intende musica ascoltata da milioni di persone, ma non pensata da chi la produce per essere un prodotto industriale impacchettato, allora qualcosa è effettivamente cambiato. Il fatto che questo disco (come molti altri), così profondo e commovente, venga largamente ascoltato con interesse e non semplicemente usato per far da sfondo a qualche becera pubblicità, significa una vittoria per l’arte e un punto a favore di questa umanità che giorno dopo giorno tenta con ogni mezzo di riconquistare la propria libertà.


Fonti e materiali

  1. FKA twigs spirito libero (Rolling Stones)
  2. Review FKA twigs – Magdalene (CRACK Magazine)