Scacco Matto di Lorenzo Senni – Recensione

Scacco Matto (Warp, 2020) di Lorenzo Senni rimane fedele allo stile a ai concetti elaborati negli album precedenti, ma il musicista si orienta verso territori inediti, fatti di rafforzamenti ritmici e forme geometriche ricorrenti, avventurandosi nella ricchezza armonica del ‘knob’ di ‘rilascio’.

 Il disco si apre in attacco con “Discipline of Enthusiasm” e le sue spadate di synth, impulsi scoppiettanti e accordi in contrappunto. Composto e disciplinato l’entusiasmo della traccia raggiunge toni di diffusa epicità, nello stile che già contrassegna Persona (Warp, 2016), il precedente capolavoro dell’artista. “xBreakingEdgex” è pura tensione dominata da un senso di allegria e gioia rara costruite sul susseguirsi di variazioni ritmiche e tematiche affidate al pianoforte retrostante. Toni malinconici compongono “Move in Silence (Only Speak When It’s Time to Say Checkmate)”. Tra i pezzi più interessanti del disco, e rappresentativo della novità nello stile di Senni, è la vitruviana “Canone” formata da diversi livelli strumentali in contrappunto perfetto sorretti da un’anticamera sonora di bassi e hi-hat in lontananza.

 Ma c’è anche posto per la trappola melanconica: “Dance Tonight Revolution Tomorrow” è la controparte disillusa, la rievocazione di un sogno lontano nel tempo, giovanili ricordi rivoluzionari; descritto con vigoroso amplesso elettronico. Il pezzo più cinematografico del disco è “The Power of Failing” in cui la melodia assume la forma di un racconto che si carica di una sorta di euforia impersonale. “Wasting Time Writing Lorenzo Senni Songs” è presentato come uno strimpellamento arricchito di sporcizia ritmica e timbrica, disegnando il maldestro tentativo da parte di un fan nel ricreare una canzone di Senni, una traccia dal forte carattere autoironico e meta-autoriale. La traccia piuttosto che seguire il canonico movimento ascendente del built-up della musica trance escogita un affascinate movimento in built-down, che conduce a un residuale finale nostalgico. Il fischiettio gioioso di “think big” sembra racchiudere l’idea dell’intero disco, cioè la rappresentazione di un ipertempo, di una sincronia tra passato nostalgico, un presente imperfetto e un futuro col quale giocare una partita a scacchi vittoriosa.

Scacco Matto è l’agognata riconferma che Lorenzo Senni è proprio “quello che non faceva partire i pezzi trance all’Italian New Wave”, e un artista capace di raccontare sentimenti, stati d’animo e una propria filosofia della musica utilizzando un unico sintetizzatore.