Letture transizioni Preciado Eugenides

Letture per viaggi spaziali e transizioni, Preciado ed Eugenides

Consigli di letture per compiere transizioni e viaggi spaziali, Paul Beatriz Preciado e Jeffrey Eugenides. Una mappa per guardare oltre le categorie di genere alla scoperta del proprio sé. Prosegue il breve percorso letterario per liberare l’identità cominciato qui.

Un appartamento su Urano – Paul B. Preciado

Identità culturale

Per chiunque abbia avuto i brividi (di spavento o di piacere) leggendo il Manifesto di Preciado, la lettura di Un appartamento su Urano (2020, Fandango) sarà assolutamente un’esperienza spaziale. Il testo è una variegatissima raccolta di personal essay, articoli e scritti privati del filosofo; eppure, solamente leggendone indice e introduzione, ci si sente intellettualmente appagate. Preciado ha il meraviglioso dono di una scrittura pulsante, visionaria, addirittura fiabesca, anche e soprattutto quando tocca temi di alta levatura politica.

In politica non c’è libertà senza poesia.

La rappresentazione attraverso cui la politica ci appare nella sua veste più austera e mortifera è completamente liberata ed opera qui con gli strumenti dell’immaginazione. Non c’è nulla di più reazionario della mancanza di fantasia. Il pensiero di Preciado, attraverso questi suoi scritti, è tenuto insieme da un magico filo arcobaleno, da una coerenza interna costruita su di un’esperienza personale vissuta ai margini del cosmo. Il suo stile immaginifico e narrativo ha la potenza di un discorso urlato in una piazza e l’efficacia di un racconto per l’infanzia.

Cronache del transito

Questo l’eloquente sottotitolo della raccolta. Preciado è un soggetto in transito sotto tutti i punti di vista. Transitare significa occupare quello spazio vuoto e senza nome tra un pianeta conosciuto e l’altro. Significa porsi delle domande e inventarsi una nuova lingua con cui darsi delle risposte, una “lingua intermedia, una lingua dell’incrocio”. Infatti Preciado è bravissimo ad ampliare le categorie del pensabile attraverso un lessico fantasioso e produttivo. Assolutamente preziosa è la sua lettura intersezionale dei fenomeni del mondo. In questo senso sono in transito i/le migranti che fuggono da un paese all’altro perdendo la propria identità legale; l’intero clima è in transito verso il cosiddetto breakdown; le politiche e le economie degli Stati sono in transito verso nuove (spesso oscure) configurazioni.

La condizione di soggetto non conforme che caratterizza l’autore di questo libro tocca tutte le sfere della sua vita. Oriundo spagnolo, ha vissuto e continua a vivere spostandosi da un paese all’altro, da una casa all’altra. Ha sempre scritto in un codice plurale, composto di switch tra spagnolo, francese e inglese. Infine, l’unico non-luogo dove ha potuto prendere la sua attuale non-cittadinanza, sembra essere il più remoto dei pianeti del sistema solare: Urano. Da questo punto di osservazione privilegiato, Preciado riesce a ridisegnare completamente l’enciclopedia dell’identità e la geografia del potere.

Un ateo del sistema sesso-genere

Che cos’è e cosa dovrebbe fare oggi il femminismo? Serve davvero un nuovo umanesimo? Qual è il potenziale della corrente di pensiero antispecista? Come vanno letti i movimenti indipendentisti o indigeni di questi tempi? Non ci sorprenda che questa mole di interrogativi si sollevi da una profonda riflessione sull’identità di genere. È necessaria una rivoluzione epistemologica e pansessuale per liberarsi delle barriere tra maschi e femmine, tra bianchi e neri, tra abili e disabili, tra umani e animali, tra vivi e morti. Bisogna difendere “la molteplicità della vita e il desiderio di cambiare i nomi di tutte le cose”. La vera rivoluzione, in un certo senso, consiste già nel provare a riprodurre la vita, non più il capitale.

Dunque, chi meglio di colui che mette in dubbio ogni tratto della propria identità (anatomica, di genere, culturale e politica) può affrontare questo salto nel buio con la fiducia che ad attenderlo ci sarà un mondo nuovo, che ha fatto pace con la natura della vita e della morte? Chi meglio di colui che ha partecipato della natura di più esistenze possibili?

Il club degli uranisti

Nella mitologia greca Urano era figlio di Gea, era la volta celeste che giaceva sopra la terra, la dimora degli dei. Il primo individuo della storia a definirsi “uranista” fu lo scrittore tedesco Karl Heinrich Ulrichs nel 1864, in virtù del fatto che, in quanto uomo, amasse platonicamente altri uomini. Si batté ardentemente in quella che fu forse la prima lotta per i “diritti degli omosessuali” della storia, ovvero contro le cosiddette leggi “anti-sodomia”. Sentiva e affermava di possedere un’anima femminile imprigionata in un corpo maschile e, per questa ragione, fu accusato di essere un malato e un criminale. Fu dunque uno dei primi esseri umani a mandare in crisi la concezione binaria occidentale dell’identità. Preciado, seguendone le tormentate orme, esplicita l’intuizione per cui non fu solo il binarismo di genere ad essere messo in discussione dagli uranisti, ma l’intera struttura patriarcale, capitalista e coloniale della società.

Middlesex – Jeffrey Eugenides

Identità di genere

Jeffrey Eugenides nasce negli USA da figli di immigrati greci. Ancora una volta, come per Urano, è l’immaginario mitologico greco a rendersi bacino simbolico ideale a cui attingere. Ermafrodito era il figlio delle divinità Ermes e Afrodite, come ci racconta il poeta latino Ovidio nelle sue Metamorfosi. Quando la ninfa Salmace si innamorò perdutamente di lui, gli dei fusero insieme i loro corpi: divennero una cosa sola, un essere che racchiudeva dunque in sé gli attributi maschili e femminili.

Middlesex (2003, Mondadori), corposo e intenso romanzo vincitore del Premio Pulitzer, riesce ad fondere in se stesso una meravigliosa saga familiare con le movenze di una genealogia mitica (greca, tra l’altro). Protagonista di questa sorta di epopea, Calliope/Cal, giovane ermafrodito dalla nascita, cresciuto ed educato come se fosse una ragazza. Il racconto occupa più di mezzo secolo e attraversa un oceano, dalla distruzione di Smirne del 1922, durante il conflitto greco-turco, sino all’alba degli anni ’80 a Detroit.

Una storia di intersessualità

Eugenides inizia a narrare la storia della prima di tre generazioni: una famiglia di allevatori di bachi da seta di Bitinio, all’epoca un minuscolo villaggio sulle montagne turche. Cal, voce narrante di tutto il racconto, parla prima ancora di nascere, da una sorta di luogo metafisico, e segue passo passo il filo di seta che attraversa la genetica dei suoi antenati. La storia di un gene mutato, un banale frutto del caso. Caso che si tinge di predestinazione in un meraviglioso quadro di folclore greco-mitologico e greco-ortodosso. Tra biologia e superstizione, tre generazioni più tardi Calliope verrà alla luce, nel 1960: un’insospettabile neonata intersessuata.

Cosa significa? L’intersessualità è una condizione che caratterizza circa il 2% degli esseri umani. I soggetti intersex, dal punto di vista genetico-anatomico, possiedono caratteri sessuali primari (genitali) e secondari (peluria, tono di voce, etc) sia maschili che femminili. Per questa ragione ci si rifà al mito di Ermafrodito, per descrivere un aspetto ibrido che manda in crisi il binarismo XX/XY della moderna medicina. Le leggi della maggior parte degli stati occidentali non prevedono uno status legale valido per questi soggetti, per questa ragione è necessario forzarne l’identità verso un polo o verso l’altro. Evidentemente si tratta di un limite; altre culture, come quella indiana, contemplano storicamente l’esistenza del cosiddetto terzo genere, ed includono le persone intersex nella comunità Hijra (legalmente riconosciuta in India, Pakistan, Bangladesh e Nepal).

letture transizioni Preciado Eugenides

Money makes sex

Middelsex è un romanzo di fantasia, ma la vicenda di Cal ricorda moltissimo la storia, realmente accaduta, di David Reimer, infelice paziente dello psicologo e sessuologo John Money. Money è considerato il padre della ricerca sull’identità di genere ed è passato alla storia per le sue controverse partiche di riassegnazione del genere di bambini intersex. David Reimer nacque nel 1965 come Bruce Reimer e, a causa di una malformazione del suo pene, subì un intervento che ne compromise irreversibilmente la funzionalità. Il suo caso fu allora seguito da Money, il quale propose di riassegnarli il genere femminile attraverso una vulvoplastica, terapie ormonali ed un’educazione femminile. Bruce, fino all’età di 14 anni, visse come Brenda. Qualcosa però non funzionò e Bruce volle riappropriarsi della sua identità maschile, ricominciando a vivere come uomo e ribattezzandosi finalmente David. Morì suicida, dopo un travagliato matrimonio, nel 2004.

Questo caso diede origine a dibattiti e polemiche, facili oggetti di strumentalizzazione. Molti lessero in questa vicenda la prova della fallacia della gender theory: se l’identità di genere è un costrutto sociale, per quale ragione Brenda Reimer si è resa conto di essere in realtà David, un uomo esattamente quale era nato? La pratiche di Money sono oggi fortemente criticate (benché ancora applicate su nati intersex) in quanto mettono in luce la violenza intrinseca all’assegnazione del genere alla nascita. È sufficiente una condizione anatomica ambigua (come un micro-pene o una clitoride sproporzionata) per venire assegnati alla M o alla F, anche a dispetto della presenza di cormosomi XX e XY. È solo l’aspetto esteriore dei genitali il discrimine che incasellerà un soggetto, per tutta la vita, in una categoria o nell’altra.

L’identità è un viaggio

Non è un caso che i personaggi di questo romanzo siano, in primis, migranti. Quando, all’inizio della storia, Desdemona ed Eleutherios Stephanides lasciano Smirne in fuga verso il Michigan, non stanno solo lasciando la Grecia. Costretti a nascondersi per potersi salvare, stanno abbandonando una parte di sé stessi, si stanno amputando e mutando. Identità e appartenenza non sono istanze cristallizzate, possono (potrebbero) trasformarsi liberamente se le necessità lo richiedono, se i desideri lo richiedono.

Forse non vi è da interrogarsi più di tanto se le pratiche mediche di Money legittimino o meno una teoria del gender. Piuttosto, ancora una volta, il cortocircuito sta a monte: se può esistere una comunità come quella Hijra, perché non possono esisterne mille altre? È una provocazione iperbolica, eppure il punto di partenza è che persone come Cal Stephanides possano vivere esistendo nella propria carne senza che ci sia un qualche errore. Eugenides restituisce un’appassionata narrazione delle storie d’amore e dei rapporti sessuali di Calliope/Cal, un “mostro” bimembre come un Minotauro, che appaiono totalizzanti e soddisfacenti almeno quanto quelli di persone non intersessuali. Sono solo il giudizio della società e la patologizzazione della sua condizione ad incrinare e mandare in frantumi la sua sfera personale, a rivelarle un’imperiosa verità arbitraria che lo getta nel mucchio dei “fenomeni da baraccone”.

Il viaggio si compie anche attraverso il tempo ed è fondamentale, in questo senso, il taglio che l’autore dà alla vicenda narrata. Cal rilegge la sua esperienza alla luce del passato che l’ha preceduto, mettendo in ordine cause ed effetti, verità e omissioni, gioie e dolori: non è solo la mutazione di un gene ad aver determinato i suoi caratteri sessuali. Ognuno è depositario di un patrimonio genetico ereditato da un passato che non è computazionale, ma è fatto di innumerevoli ulteriori virate e transiti e viaggi. Dentro Cal ci sono una donna, un uomo, un ermafrodito; ma anche un greco e un americano; un allevatore di bachi e un operaio Ford, una bambina e un’anziana. Regalatevi un bel viaggio e leggete Middlesex.

Approfondimenti

Tutto partì da Ulrichs, il primo coming out della storia (Il Manifesto)

Hijra: il terzo sesso dell’India (IndiaInOut)