Torneremo a ballare. Energy Demonstration di GILA

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Lo straordinario album di debutto Energy Demonstration di GILA è pronto a riportare l’energia vitale sulle piste da ballo del futuro.

Pauldavid Ligorio

English translation

Nel vasto panorama musicale contemporaneo, soprattutto se si parla di nuova musica elettronica, computer music e beat-making, orientarsi è pressoché impossibile. Talvolta è necessario mettere da parte ogni preconcetto su generi musicali, su cosa può piacere e cosa no, sulla portata e l’influenza di un artista, e bisogna lasciarsi andare all’ignoto, verso ciò che non si conosce. GILA è un artista che non avete ancora sentito, ed è per questo che vi lanciamo un breve invito all’ascolto del suo album di debutto Energy Demonstration (LEX Records, 2020).

Batterista jazz di formazione, a seguito di un problema di salute, è costretto a lasciare gli strumenti analogici. Si apre così un mondo sonoro tutto da esplorare, quando decide di concentrare i suoi sforzi sulla produzione digitale. Il suo è un rimpasto di sonorità e stili eterogenei, che in qualche modo riescono a coesistere, tenuti insieme da un forte slancio sperimentale e la volontà di costruire le nuove piste da ballo del futuro. Un vigore nascosto permea l’intero lavoro. Di quale energia stiamo parlando? Piuttosto che in un’arancia meccanica, cioè un organismo macchinico e predeterminato, l’energia di cui si parla è contenuta in una “Mana orange”, la traccia di apertura del disco. Una intro perfetta, che contiene in potenza la manifestazione energetica successiva.

Avviene infatti un dispiegamento graduale, attraverso tracce esplosive, formate da suoni lisci, completamente ripuliti. Ne sono un chiaro esempio “Pacifico Entrancer” e “Energy demonstration”, tra le tracce migliori del disco. La prima racchiude e trattiene bassi devastanti e sintetizzatori ben calibrati in una composta struttura post-dubstep. “Energy demonstration” dispiega compiutamente l’energia in potenza. Domina la frammentazione e l’esplosione vitale. Ci troviamo coinvolti in una sorta di danza collettiva o rituale, in cui le batterie e i bassi sono i protagonisti. Pur trattandosi di suoni digitali, è impressionante la levigatezza dei legni, che ritroviamo anche nella traccia successiva “Death slump”. Ma non è ancora finita in termini di esaltazione del movimento corporeo: l’apice della potenza espressiva di GILA si compie in “Whoalotta”, in cui il rimescolamento dei generi e gli stilemi produce effettivamente qualcosa di nuovo, come una sorta di Andy Stott ritualizzato e condito con frattaglie hip-hop.

Ma l’energia ha anche bisogno di fasi di latenza per poter giungere al picco di dispiegamento. Troviamo dunque alcune tracce ambientali, in cui GILA si lascia andare in visioni pacifiche e riflessive. È il caso di “85 rider original”, con il suo ipnotico e catatonico paesaggio post-jazz, e in particolare di “Late night fighter” in cui si sentono gli echi dell’influente Skee Mask e quel Compro (Ilian Tape, 2018) che tanto sta influenzando la scena elettronica. Arriviamo dunque a una perfetta dimostrazione dell’energia, che non ci da’ certo una prova scientifica, ma sicuramente trasmette quel senso di scoperta emozionale che caratterizza l’esplorazione dei territori della musica elettronica. Che ricordiamolo pure, è fatta di elettricità, e dunque energia allo stato puro. L’energia che regola l’universo è la stessa che ci attraversa, che ci tende come uno “Strech cord” per poi rilasciarci e farci tornare una “Mana orange”, cioè dove tutto ricomincia ciclicamente, in attesa di un nuovo dispiegamento e, in questo caso, un altro ascolto di questo incredibile disco, nell’attesa di tornare a ballare.

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The stunning debut album ‘Energy demonstration’ by former jazz drummer GILA is ready to take the vital energy back to the dancefloors of the future – a brief review

In the vast contemporary music scene, especially when it comes to new electronic music, computer music and beat-making, finding your way around is almost impossible. Sometimes it is necessary to put aside all preconceptions about musical genres, about what one can like and what not, about the reach and influence of an artist, and one must let oneself go into the unknown, towards what one does not know. GILA is an artist you haven’t heard yet, and that’s why we’re launching a short invitation to listen to her debut album Energy Demonstration (LEX Records, 2020).

Trained jazz drummer, following a health problem, is forced to leave analog instruments. This opens up a world of sound to be explored when he decides to focus his efforts on digital production. His is a reshuffle of heterogeneous sounds and styles, which somehow manage to coexist, held together by a strong experimental momentum and the will to build the new dance floors of the future. A hidden vigor permeates the entire work. What energy are we talking about? Rather than in a clockwork orange, that is a mechanical and predetermined organism, the energy we are talking about is contained in a “Mana orange”, the opening track of the disc. A perfect intro, which potentially contains the next energetic manifestation.

Indeed, a gradual unfolding takes place, through explosive tracks, formed by smooth, completely cleaned sounds. Examples of this are “Pacifico Entrancer” and “Energy demonstration”, among the best tracks on the album. The first holds devastating bass and well-tuned synthesizers in a post-dubstep structure. “Energy demonstration” fully unfolds energy in power. Masters fragmentation and vital explosion. We find ourselves involved in a sort of collective or ritual dance, in which drums and basses are the protagonists. Although these are digital sounds, the smoothness of the woods is impressive, which we also find in the next track “Death slump”. But it is not over yet in terms of the exaltation of body movement: the apex of GILA’s expressive power takes place in “Whoalotta”, in which the mixing of genres and stylistic elements actually produces something new, like a sort of ritualized Andy Stott and topped with hip-hop offal.

But energy also needs latency phases in order to reach peak deployment. In fact we find some environmental tracks, in which GILA lets himself go in peaceful and reflective visions. This is the case of “85 rider original”, with its hypnotic and catatonic post-jazz landscape, and in particular of “Late night fighter” where you can hear the echoes of the influential Skee Mask and that Compro (Ilian Tape, 2018) that is influencing the scene so much in electronics. We arrive at a perfect demonstration of energy, which certainly does not give us scientific proof, but certainly conveys that sense of emotional discovery that characterizes the exploration of the territories of electronic music. Music that, let us remember, it is made of electricity, that is energy its pure state. The energy that regulates the universe is the same that crosses us, which tends to us like a “Strech cord” and then releases us and makes us return as “Mana orange”, where everything starts cyclically, waiting for a new deployment and, in this case, another listen to this incredible record, waiting to go back to dancing.