Il ruolo della musica di Low Roar in Death Stranding

Quando si produce un film o un videogioco, per adeguare il prodotto agli standard di mercato, si commissiona la realizzazione di una colonna sonora a uno o più artisti. Quello delle Original Soundtrack è un terreno ostico anche per gli appassionati di musica; poiché molto spesso di tratta di composizioni riempitive, pensate unicamente per accompagnare e sostenere le immagini. Nel caso dell’ultima fatica artistica di Hideo Kojima, assistiamo a un fenomeno diverso dalle consuetudini. Nonostante sia presente anche in questo caso una OST, firmata Ludvig Forssell, Kojima ha deciso di inserire in Death Stranding i lavori di Low Roar, in particolare tracce contenute nei primi album e in ross. (Tonequake Records, 2019) uscito al lancio del gioco. Una mossa controcorrente che si è rivelata tutt’altro che sbagliata.

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Lacrime avant-pop in Magdalene di FKA twigs

La lunga attesa per Magdalene (Young Turks Records, 2019) dell’artista inglese FKA twigs, all’anagrafe Tahliah Debrett Barnett, giunge finalmente al termine. Sorprende non poco che un disco come questo venga riconosciuto tra le uscite più succose nel panorama pop. Le delicate sonorità del disco si allontanano decisamente dalle bizzarre decostruzioni di ‘LP1‘ (Young Turks Records, 2014) ai fini di abbracciare un’estetica tanto intimista, quanto in linea con sonorità ormai ben radicate nella mente degli ascoltatori contemporanei. Grazie inoltre alla partecipazione di artisti ormai noti al grande pubblico quali Nicolas Jaar, Arca e Future.

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Scena Rave indonesiana. ‘HOXXXYA’ di Gabber Modus Operandi

La sensazione durante l’ascolto di HOXXXYA (SVBKVLT, 2019) è quella di trovarsi incatenati a un missile sulla pista di lancio. E ci si chiede costantemente da dove accidenti provenga un disco così intriso di follia. Quando si scopre che gli autori sono originari di Bali e che non solo esiste una scena rave indonesiana, ma addirittura un intero movimento hardcore-punk/metal è subito shock culturale. Questo articolo si propone di districare, per quanto possibile, la caotica visione artistica di Gabber Modus Operandi.

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Club to Club 2019 – Europa, Luce al Buio e tanto Crack

Club to Club 2019

Club to Club 2019 è stato un evento epocale. Il festival, nato ormai quasi vent’anni fa, è riuscito a diventare non solo uno dei principali appuntamenti per gli appassionati di musica elettronica, ma soprattutto un’occasione fondamentale di ascolto, fuga dalla rete, momento d’incontro e condivisione sincera. Quello che segue è un racconto delle cinque serate che hanno animato il freddo novembrino torinese.

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Crush di Floating Points, Un’orchestra di macchine

floating points orchestra macchine

La carriera di Sam Shepherd, in arte Floating Points, dopo dieci anni dalla pubblicazione dei suoi primi EP, trova con ‘Crush‘ (Pluto/Ninja Tune, 2019) il culmine di un percorso fatto di esplorazioni sonore osservate al microscopio. Chimico di mestiere, Floating Points adatta le analisi di laboratorio alla vivisezione delle sua orchestra di macchine.

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“Proto” di Holly Herndon – Recensione

Proto di Holly Herndon

L’ultimo lavoro di Holly Herndon “PROTO” (4AD, 2019, 44’) entra immediatamente tra gli album più significativi degli ultimi anni. Dopo essere stata considerata la paladina della musica hi-tech con l’uscita di “Platform” (4AD, RVNG Intl., 2015) Holly Herndon dimostra che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale Spawn nel processo di creazione della sua musica non è un mero accessorio. Ma anzi, il punto nevralgico dei temi e dei sentimenti che l’autrice mette in campo. “PROTO” è la storia di un simbionte che vive esclusivamente in relazione alla sua creatrice. 

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Lorenzo Senni e il voyeurismo musicale in “Persona”

Lorenzo Senni Persona

Quando s’incontra un album come “Persona” difficilmente se ne può uscire indenni e si è costretti in qualche modo a riformattare un paio di d’idee nella propria testa. Lorenzo Senni è chiaramente tra gli autori che meritano la possibilità di essere guardati con la lente d’ingrandimento, o ancor meglio, da una fessura attraverso il muro, per provare sulla propria pelle l’inebriante sensazione del voyeurismo. Torniamo indietro di qualche anno!

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L’astratto parco divertimenti dei Battles

astratto parco divertimenti Battles

In questo articolo si cercherà di dare una prospettiva che riesca a mettere insieme alcuni elementi d’interpretazione dell’astratto parco divertimento sonoro dei Battles. Attivi da una quindicina d’anni, hanno pubblicato quattro dischi e girato tutto il mondo. Eppure anche le riviste specializzate non riescono a collocare la band in nessun canone, nessuna etichetta, nessuna definizione.

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